sabato 25 febbraio 2017

The Wicked + The Divine (Gillen, McKelvie)

The Wicked The Divine cover deluxe“Ogni novanta anni dodici dei si reincarnano in esseri umani. Sono amati. Sono odiati. In due anni sono tutti morti. Sta accadendo ora. Sta accadendo di nuovo.”

Come fa intuire questa citazione, la storia di The Wicked + The Divine racconta principalmente di 12 divinità che ogni 90  anni vengono sulla Terra e per 2 anni vivono come normali esseri umani. Essendo divinità quello che desiderano più al mondo è essere adorati e venerati da quanta più gente possibile, per questo motivo arrivati nell’era moderna decidono di diventare star della musica. Ho detto “principalmente” perché oltre a questo incipit nel primo volume c’è anche un mistero da risolvere.

 

Not so BAOtifulSono sicura che in Italia sarò l'unica voce fuori dal coro. Tutti (poi ditemi se non avevo ragione!), grideranno al miracolo dicendo che è la serie più bella mai pubblicata prima! Tutti, tranne me. Non sto dicendo che è sbagliato dire che una serie è la più bella mai pubblicata prima, si può dire anche quando non è vero, perché ognuno ha i suoi gusti, ma... Non stiamo un po' esagerando a dirlo per OGNI. SINGOLA. NUOVA USCITA? Possibile che non esistano più libri nella media? All'improvviso tutti gli autori sono diventati capaci di sfornare solo capolavori? WOW! Noi appassionati di fumetti siamo davvero fortunati!

Non credo di potervi aiutare più di tanto a capire se acquistare o meno questa serie, perché dipende dai vostri gusti, dall’età, e soprattutto da quanti fumetti avete letto finora. Lo scopo di questo post è principalmente quello di invitarvi a riflettere e dirvi di non comprarlo a scatola chiusa solo perché pubblicato da una certa casa editrice che tutti amiamo, me compresa (anche se non sembra! XD), e che al contrario di quello che affermano i “blogger famosi” non pubblica solo capolavori che OMMIODDIO LO DEVO AVERE PER FORZA! Dunque, leggete/ascoltate più opinioni possibile, soprattutto sui volumi seguenti non ancora usciti in Italia. Ancora meglio se riuscite a sfogliarlo e leggerne qualche pagina in libreria, perché l'anteprima (che trovate qui) non basta nemmeno lontanamente per capire cos’è questo fumetto e se può fare per voi oppure no.

Ora passiamo alla mia opinione.

The Wicked The Divine

Non credo che The WicDiv (come viene  affettuosamente chiamato dai suoi autori), sia una lettura imperdibile, anzi, tutto il contrario! Il plot è intrigante, ma è sviluppato malissimo. Perché queste divinità tornano ogni 90 anni? Come mai ne vivono solo due?  Non è importante saperlo? Va bene, passiamo oltre. Vogliamo parlare di come si sentono a vivere solo due anni? Devo intuire che si sentono frustrate perché si comportano tutte da pazze esaurite? Oppure vogliamo parlare dei riferimenti mitologici? Perché quella persona diventa quel particolare dio? Non mi sai dire niente? Una cosa del genere ad un esame equivarrebbe a bocciatura!

The Wicked + The Divine (David Bowie e Luci)Io ho letto l’ebook inglese che raccoglie i primi due volumi. A parte i colpi di scena finali da applauso (ci vuole furbizia nella vita!), il resto l'ho trovato confuso, noioso, (inutile?), e non sono riuscita ad affezionarmi a nessuno dei personaggi perché non hanno alcuno spessore: mi sono sembrati tutti uguali e con un modo di parlare insopportabile. Hanno uno stile accattivante, merito del fatto che sono ispirati a star eclettiche del calibro di Prince e David Bowie, giusto per citarne solo due, ma se non fosse per il diverso colore di pelle e capelli, sarebbero tutti identici! Faccia simile, occhi simili, naso simile, bocca simile, espressioni simili. Ecco alcune vignette prese a caso:vignetta 2vignetta 1

È come se i disegni cercassero a tutti i costi di sembrare fighi, ma secondo me sono solo freddi, senza vita e personalità. Insomma, se oltre alla storia pessima non posso nemmeno rifarmi gli occhi e consolarmi con l’arte direi che questo fumetto è solo uno spreco di tempo, soldi e felicità! Sì, perché dopo una lettura io voglio sentirmi felice, ma con questa è successo l’esatto opposto.

Non mi è del tutto chiaro!

Ora, potere dirmi che la storia è una metafora sul periodo adolescenziale o sul mondo delle popstar che bruciano la propria vita in pochi anni; che io non ho capito niente di quello che vuole comunicare; che sono troppo schizzinosa e guardo il pelo nell’uovo se le facce sono tutte simili, ma credo che nel mondo delle graphic novel si trovi di meglio. WicDiv forse è adatto solo per chi ha letto pochi fumetti e non sa cosa sia Sandman. Ho detto un titolo a caso, eh, giusto per rimanere in tema con dei e mitologia, mica perché è una delle mie serie preferite!

Gatto Bugia (Saga)(Per chi non lo conoscesse, questo è il gatto che in Saga smaschera chi mente)

In questo momento sono rintontita per colpa di alcuni medicinali che sto prendendo e non mi viene in mente nessuna frase ad effetto per concludere il post, ma se lo avete letto penso che abbiate capito dove volevo andare a parare. Mi raccomando: spendete in modo intelligente i vostri soldi!

Grazie di essere passati di qui e alla prossima! :)

venerdì 27 gennaio 2017

La Città e Le Stelle (Arthur C. Clarke)

Come un gioiello scintillante, la città giaceva nel cuore del deserto. Una volta aveva conosciuto sviluppi e trasformazioni, ma ora il Tempo scorreva senza alterarla. Il giorno e la notte si avvicendavano sul deserto; nelle strade di Diaspar l'oscurità non scendeva mai. Le lunghe notti d'inverno potevano ben gelare il deserto ricoprendolo di brina, ma la città non conosceva né il freddo né il caldo. Diaspar non aveva contatti col mondo esterno; era un universo a sé.
 
La Città e Le Stelle (Arthur C. Clarke)È con queste parole che inizia La Città e le Stelle (dovete ringraziare che non abbia scritto tutto il paragrafo perché ero già partita in quarta! XD). Come ho detto nei post precedenti dedicati a Clarke, ho iniziato a leggerlo a scatola chiusa e così sto continuando. Non sapevo nulla su La Città e le Stelle, quando, arrivata oltre metà libro, ho letto per caso la trama scritta su una vecchissima edizione Urania:
 
Sulla Terra sono rimaste una città e una fortezza sommersa. Nel lago che ha sommerso la fortezza c'è un mostro alto quindici metri. Il mostro ha al suo servizio una macchina. Tutto sommato, dunque, sulla Terra ce ne sarebbero ancora abbastanza per tenere in piedi un buon romanzo.
 
 
 
umm_no_sherlock
 
Ummmmm… NO! XD Primo: l’ho dovuta modificare un po’ perché spoilerosa. Secondo: fa sembrare il libro un fantasy in cui c’è un mostro da sconfiggere per salvare il mondo. Wrong! Quel mostro gioca sì un ruolo fondamentale, ma si vede al massimo per qualche pagina! XD Nelle nuove edizioni per fortuna hanno corretto, ma in attesa che mettiate mano su una copia (cosa purtroppo ardua perché attualmente la versione cartacea è reperibile solo nell’usato, mentre quella digitale solo grazie a scansioni amatoriali), vi racconto io di cosa parla veramente.
 
Ci troviamo milioni di anni nel futuro e Diaspar è l’ultima città rimasta su una Terra completamente deserta e priva di vita. È una città altamente avanzata rinchiusa in una cupola, che non ha alcun contatto con il mondo esterno. È immune alle condizioni climatiche e allo scorrere del tempo, un paradiso in cui gli abitanti vivono una vita perfetta, senza nessun tipo di problema o preoccupazione, e hanno anche raggiunto l’“immortalità”: grazie alla tecnologia, infatti, riescono a vivere mille anni, dopodiché la loro coscienza viene conservata nelle “banche memoria” e riportata in vita ciclicamente, a distanza di qualche secolo tra una vita e l’altra. Le coscienze vengono impiantate in esseri umani già adulti creati artificialmente, motivo per cui l’uomo ha perso la capacità di riprodursi e non sa più cosa sia un bambino. Gli abitanti di Diaspar quindi sono sempre gli stessi, ma per fare in modo che non si crei una situazione stagnante, le coscienze vengono riportante in vita in momenti casuali: ognuna di loro non troverà mai gli stessi abitanti delle sue vite precedenti, ma una popolazione sempre diversa.
In questo scenario facciamo la conoscenza di Alvin, che il caso vuole sia l’unico a non aver mai vissuto una vita precedente, la sua è una coscienza nuova di zecca! Grazie a questo è anche l’unico a non essere terrorizzato dal mondo esterno e l’unico a desiderare di scoprire cosa c’è oltre le mura della città. Tutti lo prendono per pazzo e non capiscono come si possa desiderare di uscire fuori da una città perfetta come Diaspar, che offre qualsiasi cosa si possa immaginare. Soprattutto, non concepiscono come possa non essere terrorizzato dal mondo esterno, dove non c’è altro che morte. Loro infatti ne sono così terrorizzati da non provare nemmeno lontanamente ad avvicinarsi alle mura e vedere com’è fatto il deserto o il cielo stesso.
 
The City and The Stars (covers)
 
Anche in questo caso, come in tutti gli altri libri di Clarke che ho letto, si tratta di un romanzo breve, con personaggi poco caratterizzati (tranne per quanto riguarda il protagonista), dove le difficoltà incontrate da loro vengono risolte quasi immediatamente. La storia però è così profonda e piena di poesia, e il messaggio che vuole comunicare così forte e importante, che tutto il resto passa in secondo piano. È meglio vivere una vita perfetta e al sicuro, o rischiare tutto per cercare altro? Questa perfezione, poi, esiste veramente o è solo un’illusione? Se esiste, a che prezzo la si è ottenuta?
 
La Città e le Stelle è stato pubblicato per la prima volta nel 1956, ed è una rielaborazione del racconto Against the Fall of Night del 1948. È breve, ma offre tante di quelle riflessioni, su tanti argomenti diversi e attuali ancora oggi, da riempire la testa per giorni e giorni! Un romanzo contro i pregiudizi, che invita a guardare oltre il proprio naso, ma soprattutto a migliorarsi sempre e a non fossilizzarsi mai sulla propria condizione. Perfetto per chiunque abbia sete di conoscenza e avventura, ma che io consiglio in particolar modo alla categoria opposta, per farle provare a guardare il mondo con occhi diversi!
 
When beauty is universal, it loses its power to move the heart, and only its absence can produce an emotional effect.

venerdì 13 gennaio 2017

Le Sabbie di Marte (Arthur C. Clarke)

Le Sabbie di Marte

Trama: Sul viaggio inaugurale della prima nave di linea tra la Terra e Marte viene invitato lo scrittore e giornalista Martin Gibson, per essere testimone del viaggio e fare propaganda alla vita sul pianeta rosso: un mondo privo di vegetazione e ossigeno, reso abitabile dai primi coloni, che combattono con tutte le forze per rendere migliore la loro nuova patria.

Titolo originale: The Sands of Mars.
Pubblicato per la prima volta nel 1951. Reperibile sia in cartaceo che in digitale.

Kiki e ClarkeLe Sabbie di Marte è un romanzo breve, lineare e semplicissimo, che va letto avendo ben chiaro che è stato scritto 10 anni prima che l’uomo potesse viaggiare nello spazio: era infatti il 1961 quando Yuri Gagarin orbitò attorno al nostro pianeta e disse: “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini!”. E dopo quel viaggio dovettero passarne altri 8 prima che l’uomo potesse mettere piede su un corpo celeste che non fosse la Terra. Potete ben immaginare, quindi, quante ingenuità siano presenti nel romanzo, soprattutto per quanto riguarda Marte, sul quale ancora non si sapeva nemmeno che fosse disabitato, cosa che si scoprì nel 1964 grazie alla sonda Mariner 3. Lo stesso vale per la tecnologia! Ho letto un commento in cui il libro viene bocciato per l’assenza di internet: com’è possibile che l’uomo sia capace di andare su Marte se ancora non ha internet? Internet non esisteva nemmeno quando l’uomo è andato sulla Luna, e stiamo parlando della realtà! La prima rete di computer, ARPANET, che fu installata nel 1969, veniva utilizzata dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti esclusivamente per scopi militari. Internet è nata all’inizio degli anni ‘80, ma la versione che conosciamo oggi ha iniziato a diffondersi a partire dal 1991 grazie al World Wide Web! Insomma, quando fu pubblicato questo libro, non era stata neanche lontanamente immaginata e, probabilmente, è l’unica cosa che gli scrittori di fantascienza non sono riusciti ad anticipare con la loro fantasia.

Ma è davvero necessario che scienza e tecnologia siano al passo con i tempi per godere di un romanzo di fantascienza? Secondo me no!

Il protagonista, Martin Gibson, è uno scrittore e giornalista che viene mandato su Marte per raccontare la vita dei suoi primi coloni, con lo scopo di invogliare sempre più terrestri a visitare il pianeta. Ben presto però si troverà coinvolto nel loro destino, ostacolato sia dalle condizioni avverse del pianeta sia dalla mancanza di sostegno economico da parte della Terra. Niente alieni verdi e malvagi, battaglie intergalattiche o raggi laser, ma solo uomini, con le proprie difficoltà e paure sull’avvenire, che hanno trovato il proprio scopo nella vita e lottano per difenderlo. Una storia molto attuale, dunque, che non ha bisogno di un background scientifico e tecnologico al passo con i tempi per comunicare il suo messaggio. Se però volete fare gli schizzinosi a tutti i costi, vi dico che esiste un programma di ricerca in cui la NASA sta prendendo “ispirazione” da questo libro per mandare i primi uomini su Marte. Alla faccia del non essere al passo con i tempi!

Capsule su Marte

Nathan Fillion as Richard CastleFun fact: Per tutto il tempo io ho immaginato Gibson come Nathan Fillion nei panni di Richard Castle: non perché mi piaccia quella serie, anzi, tutto il contrario, ma solo perché anche Castle è uno scrittore che ama prendersi in giro. (Nathan Fillion invece mi piace eccome! XD). Secondo me, infatti, Clarke usa il personaggio di Gibson come mezzo per auto-criticarsi, e mi sono divertita tantissimo nel leggere alcune battute, soprattutto quella in cui dice che una certa cosa che avviene è degna del peggior Harmony! XD

Le Sabbie di Marte non è una lettura imperdibile, ma è divertente, leggera e piacevole da leggere. Inoltre è importante per due motivi: è il romanzo che nel 1952 ha dato vita in Italia alla famosissima e longevissima collana di libri Urania, esistente ancora oggi, ma è anche il primo romanzo scritto da Clarke, tutt’ora considerato uno dei più grandi autori della fantascienza “seria”, non quella “alla Hunger Games” per intenderci! Qui il suo stile è ancora acerbo e lontano da quello di Incontro con Rama, ma già strizza l’occhio ai temi a lui più cari, in particolar modo su quanto sia importante trovare il proprio posto nel mondo. E chi lo dice che questo posto si trovi per forza sulla Terra?