venerdì 26 agosto 2016

Oltre il Muro (Paquet, Sandoval)

Oltre il Muro cover

Trama: Quando hai undici anni il mondo è un posto tutto da scoprire, gli adulti appaiono strani e incomprensibili, la fantasia galoppa e ogni cosa assume contorni meravigliosi e inquietanti. Quando hai undici anni è facile finire prima o poi... oltre il muro!

Info:
Pierre Paquet (storia), Tony Sandoval (disegni)
Tipitondi Tunué
19,5x27; 96 pagine a colori
ISBN: 978-8897165507
14,90€

Anteprima: qui.

Il mio voto:

Quando scrivo un post non mi piace copiare niente da altre fonti, nemmeno la trama, ma stavolta l’ho copiata direttamente dalla quarta di copertina del volume per farvi capire quanto sia fuorviante! Leggendola sembra infatti di trovarsi di fronte una storia fantasiosa e avventurosa alla “Alice nel Paese delle Meraviglie”, però dai toni inquietanti e macabri dati i disegni. Niente di più sbagliato! La storia parla di Pepe, un bambino di 11 anni, che durante il tragitto casa-scuola in pullman si perde nel mondo dell'immaginazione. Un giorno, al ritorno da scuola, compra dei petardi, ma si sente in colpa per questa marachella. Quando arriva a casa vede la statuina di una divinità appesa alla parete che si muove, la tocca e finisce come per magia oltre il muro, dove man mano che va avanti inizia ad incontrare personaggi sempre più strani.

Oltre il MuroNon si capisce se quello che sta succedendo sia sogno o realtà, ma non ci vuole un arco di genio per intuire che gli è successo qualcosa di brutto e questo viaggio ne è solo la metafora. Ovviamente non dirò esplicitamente cosa gli è successo per non fare spoiler, ma solo che è una storia che dovrebbe aiutare ad elaborare un lutto. Benissimo. Dove sta il problema?

La perdita di qualcuno che si ama è difficile da elaborare per chiunque e probabilmente non ci si riesce mai al 100%. È difficile per gli adulti, figuriamoci per i bambini, ai quali, attenzione!!, questo volume è rivolto. Vista la delicatezza e l’importanza del problema uno si aspetterebbe una storia che trasmetta forza e incoraggi ad andare avanti, invece è di un pessimismo tale che non mi meraviglierei se a fine lettura qualcuno venisse colto da un impulso suicida e si tagliasse le vene! Faccio un esempio riportando direttamente delle citazioni dal volume:

Ti senti solo, abbandonato anche dalle tue lacrime che si allontanano verso i riflessi di libertà formati dalle giunture del muro. Devi arrenderti all'evidenza, sei solo al mondo.

E siamo solo a pagina 13!

Puoi anche avere in mano le redini della tua vita, ma quelle del tempo ti sfuggiranno sempre.

Allegria!!!

A quanto pare sono l’unica in giro per l’internet a pensarla così su questo fumetto. Molti lo hanno definito dolce e poetico. Evidentemente dolcezza e poesia per me sono un’altra cosa, oppure è perché sono particolarmente sensibile su questo argomento, visto che ancora dopo 3 anni e mezzo mi capita di svegliarmi nel cuore della notte con le lacrime agli occhi. O, semplicemente, perché mi piace affrontare le difficoltà della vita con ottimismo.

Per concludere, se un giorno doveste avere bisogno di leggere una storia che vi aiuti a superare un brutto momento, secondo me dovreste evitare questo titolo come la peste! Al suo posto consiglio invece il libro illustrato Ho Lasciato la Mia Anima al Vento di Eric Puybaret e Roxane Marie Galliez (Emme Edizioni), un vero concentrato di dolcezza e poesia; mentre per i più grandicelli I Kill Giants di Joe Kelly e J.M. Ken Niimura (BAO Publishing). Entrambi raccontano una storia triste, ma alla fine vi ritroverete con il sorriso sulle labbra, e, soprattutto, con tanta voglia di vivere!

Lasciato la Mia Anima al VentoI Kill Giants

3 commenti:

  1. Penso che l'unico potere che abbia questa storia è di far sentire il lutto anche a chi non ne avrebbe motivo. Leggendo la tua recensione mi son ricordata quello che ho provato leggendo La campana di vetro di Sylvia Plath, che non faceva che caricarmi di angoscia fino a ritrovarmi schiacciata a terra. La differenza? Che il libro della Plath non pretende di portar nessun messaggio positivo, mentre una storia per ragazzi ne ha quasi l'obbligo. Leggendo le citazioni mi è impossibile pensare che il target di riferimento sia davvero giovane, alla Tunuè, o all'autore, è sfuggito qualcosa.

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    1. Per un attimo ho avuto il dubbio di essere stata io ad interpretarlo male, ma poi, no, ho cambiato subito idea! XD

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  2. Sembra interessante ma di storie tristi e angoscianti se ne vedono fin troppe anche nella vita reale, quindi credo che lo lascerò perdere grandiosamente!

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