mercoledì 21 dicembre 2011

Kunio Kato

Rain Town, il cortometraggio di Ishida Hiroyasu, mi ha ricordato le atmosfere dei lavori di Kunio Kato, un altro giovane animatore che secondo me vale la pena tenere d’occhio.
Su di lui purtroppo so ben poco, ovvero che una volta laureato ha iniziato ad occuparsi di animazioni per siti web e spot pubblicitari, finché un bel giorno ha deciso di produrre qualcosa di proprio.
Le sue opere più conosciute sono:

The Diary of Tortov Roddle (Aru Tabibito no Nikki), una serie di cortometraggi formata da 6 episodi e 5 speciali di pochissimi minuti, che racconta le avventure di un viaggiatore solitario che si trova in un mondo surreale, dove le città spariscono in groppa alle rane e dalle tazze di caffè guizzano i pesci. Io me ne sono subito innamorata per le atmosfere nostalgiche e malinconiche, ma soprattutto grazie ai disegni molto particolari, fatti interamente a matita! *-*

La Maison en Petits Cubes (Tsumiki no Ie) è un piccolo capolavoro di 12 minuti fatto solo di musica e immagini con il quale Kunio Kato è riuscito a vincere nel 2009 addirittura l’Oscar per il Miglior Corto Animato!
Le atmosfere e lo stile di disegno sono simili a quelli della serie su Tortov Roddle, ma il risultato è molto più poetico e toccante perché la storia parla di un vecchietto che, per sopravvivere in una città in cui il livello dell’acqua non fa che aumentare, costruisce sempre nuovi piani alla sua casa. Un giorno però gli cade la pipa nell’acqua e per recuperarla è costretto a immergersi nei piani inferiori ormai allagati. Ogni piano rappresenta un periodo della sua vita e man mano che si immerge è come se facesse un viaggio a ritroso nel tempo che non può non commuovere ed emozionare lo spettatore, che si ritrova trasportato nei recessi della sua memoria proprio come il protagonista del corto.

The Diary of Tortov Roddle potete trovarlo sub-ita facendo una semplice ricerca su Google, mentre La Maison en Petits Cubes potete vederlo qui.

martedì 20 dicembre 2011

Rain Town

Cari followers, come state? Mi meraviglia che siate ancora qui nonostante la mia incurabile latitanza! Al posto vostro sarei fuggita via e invece voi continuate a seguirmi e ad aumentare: vi ho lasciato che eravate una trentina e adesso siete 40!!! *__* Non potete immaginare quanto ne sia felice! Grazie!!! *__* In attesa di recensioni più corpose, per il momento ringrazio la vostra followosità (XD) con un post breve e veloce che parla del nuovo cortometraggio di Ishida Hiroyasu, lo studente di animazione autore di Fumiko no Kokuhaku, di cui avevo parlato qui.

In this town, since who knows when, rain has never stopped. Residents moved out to suburbs and high ground around “Rain Town”. People’s memories are now deeply submerged. But into this forgotten rainy town sometimes, someone wanders…

Rain Town, che potete vedere qui, racconta, in meno di 10 minuti, la storia di una bambina che fa amicizia con un robot in una città in cui la pioggia non cessa di cadere da tempo ormai immemore e tutto è sommerso dall’acqua. Già dal titolo e dalla locandina si intuisce quanto sia diverso da Fumiko no Kokuhaku, che è divertente, allegro e spensierato. Rain Town invece è triste e malinconico, aspetto che viene enfatizzato moltissimo non solo dai colori, ma anche dalla musica e dall’incessante rumore della pioggia.
Il fatto che sia di un genere completamente diverso dal suo primo corto dimostra quanto sia veramente in gamba questo ragazzo e quanto valga la pena vedere Rain Town per ammirare i suoi progressi come animatore. Secondo me vale la pena vederlo anche solo per quella brevissima scena di un secondo in cui il robot ricorda le giornate di Sole toccando la mano della bimba!

curiosità: è nato come progetto per la sua tesi di laurea, ma gli ha già fatto vincere diversi premi! Complimenti Ishida-kun! Non vedo l’ora di vedere i tuoi prossimi lavori! *_*

giovedì 27 ottobre 2011

Lucca Comics and Games 2010

Ormai mancano pochissime ore al prossimo Lucca Comics e io mi sono appena ricordata che non ho ancora pubblicato il resoconto della scorsa edizione! Come al solito faccio passare sempre un anno: GOMEN!

Il mio quarto Lucca Comics può essere descritto come il Lucca Comics delle prime volte. La prima volta che non sono partita in gruppo, ma solo con il mio dolce Ippopotamo. La prima volta che non abbiamo viaggiato in aereo, ma in macchina (e ci siamo trovati benissimo!). La prima volta che abbiamo dormito da zia Mariuccia a Firenze e non nel solito hotel a Pisa. La prima volta che abbiamo fatto l’abbonamento per tre giorni di fiera e non solo per due. La prima volta che abbiamo visto Lucca sotto la pioggia, motivo per cui è stata anche la prima volta non mi sono divertita al 100%. ç_ç Non dico sia stata una brutta fiera, ma per colpa di quel diluvio universale, che non voleva saperne di smettere, ci sono stati tanti di quei problemi nell’organizzazione che hanno creato disagi incredibili a tutti. Lasciate ogni speranza voi che aspettate che una manifestazione invernale abbia la preparazione adeguata in caso di pioggia, perché è OVVIO che non l’avrà! Basti pensare alla palude che si era formata sulla strada per una delle biglietterie: bisognava saltare da una zattera di legno all’altra per raggiungerla! Quante volte mi sono immaginata precipitare nel fango? Non ne parliamo! E non parliamo nemmeno della pessima distribuzione di biglietti e braccialetti. O dell’anarchia che regnava nei padiglioni! Ad un certo punto credo che la pioggia abbia dato alla testa a chiunque, perché erano tutti impazziti! Autori compresi! Max Frezzato, ad esempio, autore del bellissimo manifesto di questa edizione, era talmente ubriaco da scarabocchiare i volumi dei suoi fan! O_O Io ero in fila per avere l’autografo sul poster, ma sono scappata via scioccata perché non volevo lo rovinasse! Altro esempio sono stati quelli della Magic Press che mi hanno fatto passare mille volte dal loro stand perché continuavano  a dirmi che il volume che cercavo sarebbe arrivato, ma non è stato così. Oppure quelli della ReNoir che hanno festeggiato Halloween il giorno sbagliato… vabbè, dettagli! XD Almeno hanno offerto bibite e patatine a tutti! :P Ma vi lascio immaginare in che caos fosse il loro stand! No comment! XD Sorvolando quindi sui lati negativi, andiamo subito a quelli positivi! *_*

Da un paio di edizioni a questa parte, il Lucca Comics per me è diventato principalmente un’opportunità per incontrare i miei autori preferiti e conoscerne di nuovi. Il giovane misterioso e affasciante che vedete insieme a me in questa foto si chiama Ted Naifeh ed è un bravissimo autore che, dopo aver illustrato le graphic novels di diversi autori, tra cui I Buoni Vicini di Holly Black (autrice di Spiderwick), è arrivato al successo grazie alla serie di Courtney Crumrin, di cui ha curato personalmente sia la storia che i disegni. Ed è proprio grazie a questa serie che me ne sono innamorata! *_* Quando ho saputo che sarebbe stato a Lucca a presentare la sua nuova creatura Polly e i Pirati, ho cominciato letteralmente a delirare! XD Poi, alla vista di queste foto –>(1)(2), mi è uscito sangue dal naso e non ho capito più niente! XD Il nostro incontro è stato alquanto bizzarro. Erano quasi le 10:00, ma di lui nessuna traccia. “C’è da aspettare” mi dicono quelli dello stand. “Chi si muove?” rispondo tra me e me! XD Dopo mezz’ora finalmente appare e dichiara “Devo andare in bagno!” e sparisce per altri 15 minuti! Quando torna, visibilmente più felice e rilassato (gli scappava sicuramente la cacca! XD), mi dice buongiorno in italiano e io gli rispondo in inglese! :P Mi mostra le tavole originali dei suoi fumetti *_* e poi si mette subito a disegnare su uno dei miei volumi di Courtney. Disegna disegna… ma cosa disegna?? Polly sul volume di Courtney! WRONG! XD Gli dico di non preoccuparsi, ma lui che fa? CANCELLA TUTTO! O_O Un disastro! XD Alla fine rimedia disegnando Courtney direttamente col pennarello e il risultato è quasi perfetto! *_*

Quasi perché (se ingrandite l’immagine) si nota benissimo che sotto c’era un altro disegno! Ted, la prossima volta usa direttamente il pennarello così non mi cancelli più niente! Nel frattempo che rimediava ai suoi disastri avevo iniziato a convincermi fosse gay! XD Un tipo così figo ed elegante in mezzo ad una folla di nerd spettinati… mmm…! XD Nel momento stesso in cui faccio questo pensiero gli si avvicina una tizia e comincia a slinguazzare con lui davanti a me! O_O Ragazzi, un po’ di ritegno! Insomma, Ted non è gay! XD Casomai  dovesse tornare single ve lo consiglio perché dal vivo è mooolto meglio che in foto! *ç* Se invece non dovesse liberarsi ci sono sempre i suoi fumetti come consolazione! *_* XD Di Courtney Crumrin parlerò in futuro in un post a parte, nel frattempo potete dare una sbirciatina  al suo Sito Ufficiale.

 

Questo giovincello invece è Karim Friha e non l’avevo mai sentito nominare! XD Incuriosita dal suo Il Risveglio dello Zelfiro, ho preso il primo volume, l’ho letto e poi ho comprato subito il secondo! La storia è carinissima e i disegni sembrano usciti da un film animato, hanno dei colori stupendi! *_* Il giorno seguente vado da Karim per la dedica. Lui mi chiede quale personaggio preferisco e me lo disegna sul primo volume. Poi vede che ho anche il secondo e mi fa un disegno pure su quello! *_* A differenza di Ted, ha disegnato direttamente con il pennarello e non ha sbagliato nemmeno una volta! XD Guardate che belli! *_*

 

Felicissima del mio bottino, lo ringrazio di cuore, ma mentre sto per allontanarmi mi ferma chiedendomi se ho fretta. Lo guardo un po’ perplessa, finché non tira fuori un album e inizia a disegnare. Dopo qualche minuto mi regala questa meraviglia! *_* Magari tutti gli autori fossero così gentili! *_* (Sito Ufficiale di Karim).

Dopo Ted e Karim ho incontrato anche Silvia Ziche, che dovreste conoscere un po’ tutti, quindi evito di presentarla (altrimenti il post finirà domattina e io devo partire!!! XD).
Silvia Ziche è presente come ospite della Rizzoli-Lizard ad ogni Lucca Comics e io sono riuscita ad avvicinarmi a lei solo quest’anno perché… perché mi vergognavo! ç_ç Non so perché mi facesse quest’effetto. Agli autori stranieri manca poco che gli salti addosso (ricordate cosa ho fatto con Charles Vess? XD) e invece con lei è stato tutto l’opposto! ç_ç Alla fine però sono riuscita a farmi coraggio e a chiederle questo bellissimo Zio Paperone che vedete a sinistra! *_* (il solito click per ingrandire).

 

Oltre ad aver incontrato questi autori ho assistito anche a diversi eventi, tra cui l’anteprima della serie tv di The Walking Dead e del film di Scott Pilgrim. Ho seguito anche la conferenza dedicata al lavoro di Iacopo Bruno, illustratore di copertine, tra cui quelle delle edizioni italiane dei romanzi del mio amato Neil Gaiman. Se devo essere sincera, l’evento è stato piuttosto deludente perché una tizia della Mondadori non ha fatto altro che ripetere quanto sia importante cambiare le copertine originali dei romanzi. Io non sono d’accordo perché nella maggior parte dei casi le copertine originali sono molto meglio di quelle che finiscono per avere le nostre edizioni. Unica eccezione per quelle di Iacopo Bruno che a me piacciono moltissimo! *_* Comunque alla fine lui non ha parlato praticamente mai e io sono riuscita a scambiarci solo due parole (e ad avere l’autografo sulla mia copia de Il Cimitero Senza Lapidi), prima che andasse via.

I cosplayers, un po’ per colpa del tempaccio, un po’ perché sono tutti gli anni quasi sempre gli stessi, non mi hanno emozionato come prima, così li ho ignorati! XD Salvo quelli che vedete nelle foto seguenti, che mi sono piaciuti davvero tantissimo! *_* Nella prima foto abbiamo Giselle di Come d’Incanto, nella seconda i personaggi della serie di videogames del Prof. Layton e nella terza i personaggi del film Nausicaa dalla Valle del Vento di Miyazaki! *_* Come avrete notato io ho fatto il cosplay di me stessa! XD Purtroppo non mi andava di fare Rukia per la terza volta consecutiva né di preparare un nuovo personaggio, quindi eccomi qui a vestire i miei soliti abiti.

Dulcis in fundo, ecco quello che tutti aspettavate, ovvero la lista dei miei acquisti…

  • Courtney Crumrin e le Vacanze Mostruose di Ted Naifeh (con disegno e dedica ♥)
  • Polly e i Pirati vol.1 di Ted Naifeh (con disegno e dedica ♥)
  • Il Risveglio dello Zelfiro vol.1 e vol.2 di Karim Friha (con disegno e dedica ♥)
  • Itazura na Kiss  vol.1 e vol.2 di Kaoru Tada
  • Il Sentiero di Legno e di Sangue di Luca Terenzi
  • Un Piccolo Omicidio di Alan Moore (regalato all’Ippopotamo ♥)
  • Poster della Fiera di Max Frezzato (rigorosamente senza autografo! XD) 

…Dei regalini che ho ricevuto da parte dell’Ippopotamo…

  • La Principessa Rose -Edizione Variant- di Jeff Smith e Charles Vess (è il prequel di Bone! *_*) 
  • Peluche di Ponyo (from Studio Ghibli Museum *_*)
  • Un bento-box con gattino (Troppo Kawaii *.* )

…E dei tantissimi omaggi! *_*

  • Speciale su Bone (BAO Publishing)
  • Sailor Moon vol.0 + Poster (GP Publishing)
  • Epic Mickey vol.0 (Disney)
  • Segnalibri e Pins di Courtney Crumrin e Polly e i Pirati (ReNoir)
  • Portachiavi e gadget per cellulare del Prof. Layton (Nintendo)
  • A Skeleton Story vol.1 (in realtà non so se fosse veramente un omaggio oppure no! XD)
  • Cartoline, spillette, poster e segnalibri a non finire + milioni di altre cose che non ricordo! XD

E questa è la foto del mio bottino! *_* Mancano sicuramente tantissime altre cose, ma a distanza di un anno è già tanto se mi sono ricordata tutto questo! XD

Ora vado a nanna perché domani si parte per una nuova avventura! *_* Previsioni? Sono sicura che it’s gonna be legendary (cit. Barney di How I Met your Mother) e se riuscirò a sopravvivere sarà un miracolo! XD
Spero che il post vi sia piaciuto e spero di pubblicare quello del 2011 prima che passi di nuovo un anno! XD Nel frattempo vi lascio con quelli sulle edizioni precedenti:

A presto! ^_^

lunedì 10 ottobre 2011

Usagi Drop

Trama: Daikichi è un trentenne in carriera perennemente single. Tornato nella sua casa natale per il funerale del nonno, scopre che costui ha lasciato un’eredità inaspettata: una figlia di 5 anni avuta da una relazione clandestina con una donna molto più giovane di cui non si ha traccia. La piccola si chiama Rin e nessuno dei suoi parenti vuole prendersene cura, così Daikichi, in uno scatto di rabbia contro la famiglia, decide di portarla a casa con lui, non rendendosi bene conto di cosa significhi allevare un bambino, soprattutto quando si è da soli, ma da quel momento in poi, grazie a Rin, la sua vita acquisterà il giusto equilibrio di cui aveva bisogno.

Usagi Drop (Bunny Drop) ormai non ha più nessun bisogno di presentazioni, ma voglio parlarne ugualmente per il semplice motivo di dire al mondo intero quanto mi sia piaciuto e quanto sia felice che la GP abbia deciso di pubblicarne il manga! *_*
È un anime che ha conquistato il mio cuore fin dalla prima puntata grazie alla tenerezza con cui vengono raccontate le vicende di Rin e Daikichi, vicende che non hanno niente di eccezionale o straordinario, ma che attraverso i loro occhi acquistano tutto un altro colore. Abbiamo i primi giorni di scuola, i primi raffreddori e la caduta dei primi dentini; tutte esperienze che viviamo attraverso il punto di vista di entrambi, scoprendo quello che significano sia per una bambina che per un genitore, e vediamo come queste esperienze li fanno crescere ed evolvere.
Al contrario di quanto si possa pensare non è un anime triste o pesante da seguire. Molti altri che trattano lo stesso tema fanno capitare mille tragedie alla povera orfanella abbandonata, qui invece la storia prosegue in modo tenero e divertente. Rin è di una dolcezza infinita ed è molto buffa quando scopre qualcosa di nuovo. Daikichi invece risulta subito comico nella sua goffaggine di genitore inesperto. Entrambi riescono a strappare un sorriso perfino nelle scene più serie e commoventi!

Come in Hanasaku Iroha, anche in Usagi Drop ci sono molte scene dedicate al cibo, soprattutto per quello consumato a colazione, ed è interessante scoprire che i giapponesi preferiscono iniziare la giornata con un pasto salato come gli onigiri, piuttosto che con qualcosa di dolce come una tazza di latte e cereali. Il cibo viene preparato quasi sempre da Rin, che è troppo carina mentre è alle prese con i suoi primi esperimenti culinari (anche se è carina praticamente sempre! XD), e il solo guardarla fa venire una gran voglia di correre in cucina a preparare la stessa cosa! *_*

Dal punto di vista grafico abbiamo disegni molto semplici e puliti, con dei colori delicati che si sposano benissimo con le atmosfere della storia. Eccezion fatta per i vestiti di Rin sempre pieni di piccoli dettagli, come fiorellini o semplici forme geometriche, che contribuiscono a renderla ancora più kawaii, ma fanno anche in modo che l’attenzione sia concentrata su di lei piuttosto che su quello che la circonda.

Il manga si è concluso da poco col nono volume e, come dicevo prima, presto arriverà anche in Italia grazie alla GP Publishing! Io l’ho desiderato fin da subito, perciò adesso non vedo l’ora di averlo nelle mie manine e poterlo leggere tutto d’un soffio! *_* Anche perché gli 11 episodi della serie animata coprono solo una minima parte della storia originale, che invece percorre la vita di Rin e Daikichi per molti altri anni. Nel manga, come si intuisce nell’immagine a sinistra, Rin diventa grande e io sono troppo curiosa di sapere cosa succederà quando Daikichi si troverà con una figlia adolescente! Rido al solo pensiero di quante ne combinerà con la sua goffaggine! XD

Sono convinta che Usagi Drop meriti tutto il successo ricevuto e spero tanto che Yumi Unita, la sua autrice, ci regali presto un’altra storia altrettanto valida.

curiosità: Oltre alla trasposizione animata, ne esiste anche una live action con Ken’ichi Matsuyama, famoso per aver interpretato L nella trasposizione live di Death Note.

martedì 4 ottobre 2011

Hanasaku Iroha

Hanasaku Iroha (I Colori della Fioritura), è un anime che racconta le avventure di Ohana, una ragazza di 16 anni che a causa dell’improvvisa fuga amorosa della madre si vede costretta a trasferirsi da Tokyo in un piccolo paesino di provincia, dove una nonna molto rigida e severa le dice che dovrà guadagnarsi vitto e alloggio  lavorando nella pensione termale di sua proprietà.  Dopo un primo momento di difficoltà, Ohana trova il modo di farsi accettare dagli altri dipendenti e di imparare il mestiere da cameriera, ma troverà anche qualcosa di molto più importante.

Questa è una serie di cui avrei tranquillamente ignorato l’esistenza se un gruppo di fansubber che seguo non avesse deciso di occuparsene. Ho iniziato a vederla a scatola chiusa perché catturata dai bellissimi colori e, piano piano, senza nemmeno accorgermene, ho finito per farmi catturare anche da tutto il resto. I primi episodi, a dir la verità, mi avevano lasciato un po’ perplessa perché non riuscivo a capire che tipo di anime fosse, ma dopo averlo inquadrato per bene è stato amore! *-* È uno slice of life simile ad Honey and Clover, dove i protagonisti vanno alla ricerca di sé stessi e della strada da percorrere nella vita, con la differenza che Honey and Clover ha uno svolgimento lento e malinconico, mentre Hanasaku Iroha è allegro e frizzante, soprattutto per merito della protagonista dal carattere vivace e dei personaggi secondari che sono dei pazzi isterici totalmente imprevedibili! XD Se Honey and Clover commuove, Hanasaku Iroha fa ridere di cuore, ma nello stesso tempo, come tutti gli slice of life che trattano il tema del passaggio dall’adolescenza alla vita adulta, non manca di far riflettere.
Io l’ho adorato non solo perché mi piacciono gli anime in cui si affronta questo tema, ma anche perché attraverso la storia dei personaggi viene raccontata quella della pensione, un luogo dove si rispettano le vecchie tradizioni giapponesi e in cui il tempo sembra essersi fermato. Fa venire voglia di partire subito per una vacanza in totale relax! *-* Ma fa venire anche TANTA fame! Molte scene, infatti, riguardano il cibo servito ai clienti. L’immagine che segue ne è un esempio:

Se avete deciso di scappare nel ristorante giapponese più vicino invece di continuare a leggere il post vi capirò! XD Sappiate soltanto che quest’anime merita davvero di essere preso in considerazione perché ce n’è per tutti i gusti. Sono 26 episodi di puro divertimento, romanticismo, cibo invitante, ambientazioni affascinanti, riflessioni ed emozioni! Ci sono addirittura scene hot perfette per i maschietti, ma di nessun disturbo per le femminucce perché parte della normale quotidianità. Il tutto accompagnato da una bellissima colonna sonora, splendide animazioni e un finale “chiuso”, di questi tempi un vero lusso, che personalmente ho trovato davvero appropriato. Una serie soddisfacente da qualsiasi punto di vista che non posso fare a meno di consigliare, soprattutto agli amanti del genere slice of life, ma che, come dicevo prima, può essere perfetta anche per tutti gli altri appassionati di anime.

Bonborimasu!!

curiosità: Hanasaku Iroha è stato realizzato dallo studio P.A. Works per festeggiare i suoi 10 anni di attività nel mondo dell’animazione. In seguito ne sono stati tratti due manga, rispettivamente uno shounen con protagonista Ohana e uno shoujo con protagonista Minko, la sua scorbutica compagna di stanza all’inseguimento del sogno di diventare una cuoca. Sia l’anime che i manga sono ancora inediti in Italia.

venerdì 26 agosto 2011

AnoHana

A grande richiesta aggiorno dopo "solo" 15 giorni dall'ultimo post (incredibile!) e torno per parlarvi di Ano Hi Mita Hana no Namae wo Bokutachi wa Mada Shiranai (siete riusciti a leggere tutto di fila? XD), che significa “ancora non sappiamo il nome del fiore che vedemmo quel giorno” ed è il titolo di un anime che narra le vicende di sei ragazzi, amici fin dall’infanzia, che dopo la tragica morte di Menma smettono di frequentarsi e si riavvicinano solo a dieci anni di distanza, quando uno di loro inizia a vedere il fantasma dell’amica scomparsa.
Dalla trama sembra una serie triste e, in effetti, lo è perché tratta un tema delicato e toccante, ma ha anche momenti più leggeri e divertenti.  È formata solamente da 11 episodi ed è curata dallo stesso staff di Toradora, cosa che dovrebbe essere sinonimo di garanzia, ma per me non è stato completamente così. In pochissimi episodi è riuscita sì a commuovermi ed emozionarmi, ma non mi ha conquistata al 100%. Visto il tema trattato, mi aspettavo un approfondimento psicologico dei personaggi e una loro crescita, ma questi rimangono sempre identici. Sono traumatizzati così tanto dalla perdita della loro amica che i loro sentimenti sono gli stessi di quando erano bambini e tali rimangono per tutta la durata della serie. A parte la rivelazione sulla loro vera natura, tenuta nascosta fino agli ultimi episodi, non succede veramente nulla!
Altro aspetto che mi ha fatto storcere il naso riguarda il fantasma. Nel primo episodio viene posto il dubbio che sia un’allucinazione di Jintan, il solo in grado di vederlo, ma poi si capisce subito che si tratta di una presenza vera e propria. Per tutto il tempo i personaggi non fanno altro che litigare e dare del pazzo a Jintan, quando sarebbe stato molto più semplice che il fantasma si rivelasse subito anche agli altri e occupare il resto delle puntate a sviluppare meglio la trama.

L’aspetto che ha contribuito a farmi guardare con piacere questa serie è la colonna sonora. Il mio voto su myAnimeList (7), dipende soprattutto da quest’ultima perché è stata capace di enfatizzare le emozioni fatte provare dalle scene più coinvolgenti dell’anime. Io mi sono innamorata così tanto della sigla di chiusura che alla fine di ogni episodio la mettevo daccapo almeno altre 2 volte! *_* A parte la musica però, ho apprezzato anche il characters design, i disegni e i colori. Infine, altro punto secondo me a favore è che, nonostante sia di soli 11 episodi, ha un finale decente. Nessun mistero irrisolto o brutte sorprese! All’11esimo episodio si conclude tutto!

AnoHana (questo il nome abbreviato per noi comuni mortali non giapponesi! XD), secondo me risulta un capolavoro solo a chi dagli anime pretende poco. Agli esigenti come me invece consiglio di guardarla senza troppe aspettative, lasciandosi catturare dalla bellissima melodia che accompagna ogni puntata.

giovedì 11 agosto 2011

Honey and Clover

Ho fatto passare altri due mesi senza aggiornare! (GOMEN!) Ho perso così tanto l’abitudine, che a volte dimentico addirittura di avere un blog! (SONO UNA PERSONA ORRIBILE!) Compreso questo che state leggendo, durante il 2011 ho pubblicato solo 7 post. (SOLO SETTE!) Magari se mi metto d’impegno prima della fine dell’anno riesco ad arrivare a 10! (SPERIAMO! XD)
Come al solito il tempo passa così in fretta che nemmeno mi accorgo di quello che succede. Passa e cambia tutto. Cambia i rapporti con le persone e ti ritrovi a frequentare altra gente, mentre quella che frequentavi un tempo non la vedi più. Cambia anche i gusti e le opinioni. Quello che ti piaceva prima probabilmente finisci per odiarlo, viceversa, quello che disprezzavi finisci per amarlo. È il mio caso con Hachimitsu to Kurobā, meglio conosciuto come Honey and Clover.
Avevo letto il primo capitolo del manga e mi era sembrato così orribile da indurmi a giudicare male anche l’anime. Le prime puntate le avevo trovate di una noia, che definire mortale è poco, e lo avevo abbandonato senza pensarci due volte. Adesso invece l’ho rivalutato e mi piace tantissimo! *__* Ho visto tutti gli episodi in pochissimi giorni! Se la prima volta mi sono sembrati durare delle ore, adesso sono volati via anche troppo in fretta! ç__ç
È proprio vero quando si dice che c’è un tempo per ogni cosa. Probabilmente adesso mi è piaciuto perché avevo bisogno di una storia nostalgica e malinconica come questa. Una storia che riguarda un gruppo di ragazzi alla fine della loro carriera universitaria, alle prese con i dubbi sul futuro, con la ricerca di un lavoro e di se stessi, ma anche e soprattutto con sentimenti di amicizia e amore. Ragazzi che si trovano esattamente nella mia stessa situazione! Ci vorrà almeno un altro anno per finire l’Università, ma già mi chiedo cosa farò dopo e penso a quanto mi mancheranno tutti i miei amici e colleghi. ç__ç Mi sono fatta travolgere dalla nostalgia prima del tempo e invece di distrarmi guardando un anime allegro e spensierato ho visto questo che ha alimentato ancora di più la mia nostalgia precoce! XD Se l’ho adorato però è proprio grazie al fatto che ho potuto immedesimarmi nei protagonisti, ognuno dei quali dimostra ed affronta le situazioni in modo differente, proprio come avviene alle persone reali. C’è chi non le accetta e scappa via, chi rimane calmo e chi invece gioca e scherza per non fermarsi a riflettere. In 38 episodi (24 della prima serie, 12 della seconda e 2 specials), mi sono trovata a seguire la loro stessa strada, imparando che si può fare tesoro, oltre che dei momenti felici, anche di un amore non corrisposto e di un “finale” dolceamaro.
Tratto dall’omonimo manga in 10 volumi di Chika Umino, Honey and Clover non è il classico shoujo per teenagers, ma uno josei rivolto ad un target più adulto e maturo. Ogni episodio è un alternarsi di scene divertenti e scene intense. Abbiamo momenti comici di pura follia e momenti di profonda introspezione, che spingono a riflettere anche il telespettatore più distratto. Tutto è raccontato con estrema delicatezza, attraverso disegni dai colori pastello e una colonna sonora che si sposa perfettamente con qualsiasi scena drammatica o divertente.
Quella che vi ho appena raccontato è stata la mia esperienza personale, ma sono sicura che questa storia può essere apprezzata da chiunque, anche da chi non è nella stessa situazione dei personaggi. Ai più grandi aiuterà a ricordare i tempi passati, mentre ai più piccoli potrà insegnare come arrivare preparati al difficile momento delle scelte. Dunque, un’opera degna di essere presa in considerazione.

As time passes, the day will come when everything will fade to memories. But those miraculous days, when you and I, along with everyone else, searched together for just that one little thing, will continue revolving forever somewhere deep in my heart, as my bittersweet memory.

martedì 31 maggio 2011

Premakes UP! 1965

head1wForse è il caso che aggiorni un po’ più spesso di una volta ogni due mesi se voglio davvero condividere tutto quello che mi appassiona e incuriosisce. Perché non c’è cosa più triste del tenere le proprie scoperte per sé stessi! Qualche mese fa, giusto per fare un esempio, ho scovato questo video, ma perché nasconderlo? Perché non dare una risposta a tutti quelli che si sono chiesti chissà come sarebbero stati i film della Pixar se fossero stati prodotti 50 anni fa? Ah… non ve lo siete chiesti… No, perché qualcuno lo ha fatto!

Se i film della Pixar fossero stati creati 50 anni fa sicuramente non sarebbero stati tanto colorati e, senza l’attuale tecnologia, forse, non sarebbero stati nemmeno animati. Forse UP avrebbe assomigliato a qualcosa del genere:

Un capolavoro! XD Se fossi vissuta negli anni 60 sarei subito corsa al cinema! XD

Il video comprende spezzoni di film come Il Mago di Oz, Indovina chi viene a Cena?, Superman e addirittura IT! Facciamo i complimenti all’autore perché sembra il trailer di un vero film! *__* Nel suo canale youtube ci sono molti altri premakes, ma quello di UP è il mio preferito!

L’autore di questo video però non è l’unico ad aver tratto ispirazione da UP, infatti c’è chi ne ha fatto dei dolci…

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…e chi ha avuto addirittura il coraggio di costruire una vera casa volante! *_*

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto questo grazie alla Pixar, che non ci regala solamente dei bellissimi film animati, ma è anche una continua fonte di ispirazione per chi ha voglia di creare qualcosa con le proprie mani. Grazie Pixar!

lunedì 28 marzo 2011

Diana Wynne Jones

Ho iniziato a scrivere questo post nell’Agosto 2010. L’ho cambiato decine e decine di volte senza mai portarlo a termine non riuscendo a trovare le parole adatte a descrivere un’autrice come Diana Wynne Jones e quello che significa per me. Adesso è ancora più difficile di prima, ma voglio provarci per darle il mio ultimo saluto.
Per mesi e mesi ho evitato di andare sul suo sito per non venire a sapere di questa notizia, ma Twitter non perdona, ti aggiorna di quello che succede nel resto del mondo anche quando non lo vuoi, ti ricorda per la realtà va affrontata, non evitata. La realtà dice che Diana è venuta a mancare il 26 Marzo 2011, all’età di 77 anni dopo una lunga malattia ai polmoni. Era la mia autrice preferita e da oggi dovrò convivere col fatto che non potrò mai incontrarla per dirle grazie di aver portato tanta magia nella mia vita. Dirle grazie se uno dei miei registi di animazione preferiti ci ha regalato quel capolavoro di Howl’s Moving Castle, di aver dato un nome al mio blog, di avermi fatto compagnia e di aver rallegrato tante mie giornate.

La mia intenzione era di scrivere questo post in tono scherzoso, iniziando col dire che volevo dimostrarvi che non parlo solo di Neil Gaiman, per poi finire col raccontarvi di lui da ragazzo e delle sue fughe in biblioteca per leggere i libri di Diana Wynne Jones, libri che gli hanno fatto capire quale strada seguire nella vita. Non avrei mai immaginato che avrebbe preso questo tono. La tristezza però non le si addice, quindi da questo momento in poi parlerò usando il presente, perché lei non è viva nel nostro mondo, ma sicuramente lo è in uno dei tanti che si trovano nei suoi libri.
Diana Wynne Jones è una scrittrice di storie fantasy per ragazzi e quello dei mondi paralleli è uno dei temi che accomuna la maggior parte di esse. Ha iniziato a scrivere fin da piccolissima perché i suoi genitori non potevano permettersi di comprarle dei libri, così iniziò a riempire quaderni e quaderni di storie da leggere a sé stessa e alle sue sorelle più piccole. Da allora non ha mai smesso e fino ad oggi ha scritto più di 50 libri, senza contare tutte le storie brevi o gli articoli pubblicati su riviste.
In Italia purtroppo è poco conosciuta: sono stati pubblicati solamente 9 libri! I 3 che formano il “Ciclo del Castello Errante”, 5 volumi (su 7) de “Le Cronache di Chrestomanci” e La Congiura di Merlino. Io li ho letti tutti tranne quest’ultimo perché voglio recuperare prima Deep Secret, che dovrebbe essere una sorta di prequel, anche se con Diana non ha senso parlare di prequel o di sequel. I suoi libri non fanno parte di vere e proprie saghe, possono essere letti singolarmente e nell’ordine che si preferisce. Quello che li lega è solo la presenza di uno o più personaggi. Per Le Cronache di Chrestomanci, ad esempio, abbiamo protagonisti diversi per ogni libro, i quali, ad un certo punto, si trovano ad avere a che fare con un tale chiamato “Chrestomanci”, ma nessuno di loro è legato ai personaggi degli altri volumi.

Ma chi è questo “Chrestomanci”? Un uomo bellissimo, elegante, misterioso e affascinante, ma soprattutto arrogante, presuntuoso e irritante! Un personaggio che ha una vestaglia diversa per tutti i giorni, compresi gli anni bisestili e le emergenze (XD), che in qualsiasi altra storia avrei odiato, ma che in quelle di Diana ho amato alla follia, tanto da ricordare a memoria perfino il numero della pagina in cui appare per la prima volta in ciascuno dei volumi! XD Leggere alla velocità della luce fino alla pagina della sua comparsa e poi rallentare e rileggere all’infinito le sue battute per fare in modo che non finiscano mai! Ecco chi è Chrestomanci! E quello di incantare i lettori è solo uno dei suoi tanti poteri!
I libri in cui appare parlano principalmente di ragazzi che hanno a che fare con la magia per la prima volta e che, incapaci di gestirla, finiscono per causare danni molto gravi e pericolosi. Chrestomanci andrà in loro aiuto, ma la sua apparizione non è sinonimo di felicità, anzi, spesso causa il contrario: lui non arriva per risolvere la situazione al loro posto, bensì per fargli prendere coscienza di sé stessi e delle loro responsabilità. Con questo non voglio dire che i libri siano tristi o troppo seri, assolutamente no, sono divertentissimi, ma hanno anche molti insegnamenti nascosti fra le righe.
Ci sono voluti più di 20 anni perché arrivassero in Italia e, come dicevo prima, per leggerli si può partire da qualsiasi volume o leggerne solamente uno, ma se si ha davvero voglia di continuare è preferibile seguire l’ordine consigliato dall’autrice perché in questo modo si impara a conoscere la figura del Chrestomanci leggendo il suo passato. Se Vita Stregata viene lasciato per ultimo, tutto il mistero su di lui scompare rendendo la lettura meno interessante! Quindi sconsiglio la lettura sia nell’ordine della pubblicazione italiana che in quello cronologico. L’ordine esatto è il seguente:

  • Vita Stregata (Charmed Life)
  • Le Vite Perdute di Christopher Chant (The Lives of Christopher Chant)
  • Scherzi del Destino (Conrad's Fate)
  • Strega di Classe (Witch Week)
  • I Maghi di Caprona (The Magicians of Caprona)
  • The Pinhoe Egg (ancora non pubblicato in Italia)
  • Mixed Magics (ancora non pubblicato in Italia)

Se volete leggerli consiglio inoltre di cercare di reperire le ultime copie rimaste della vecchia edizione de Gl’Istrici Salani, non solo perché costano la metà della nuova, ma anche perché sono illustrate e hanno delle copertine decisamente più carine e appropriate alle storie! Tranne per Scherzi del Destino che è l’unico a non essere mai stato stampato prima e di cui (purtroppo) tocca comprarne la nuova.
Per quanto mi riguarda ho adorato tutti i volumi e mi viene difficile scegliere un preferito. Forse Strega di Classe è quello che fra tutti mi è piaciuto meno, ma mi è piaciuto comunque tantissimo! *__*
Diana Wynne Jones scrive in maniera divertente ed ha una fantasia assolutamente unica nel suo genere, per non parlare della sua straordinaria capacità di dare alle proprie storie dei finali sorprendenti e così inaspettati da togliere il fiato! Molti autori di libri fantasy per ragazzi hanno tratto ispirazione da lei. Neil Gaiman e J.K. Rowling ne sono solo un piccolo esempio. Se vi sono piaciute le loro storie sono sicura che vi piaceranno anche quelle di Diana!

Questo post è il mio ultimo saluto alla sua vita in questo mondo, ma sono sicura che presto la rivedrò in salute e sorridente nella “Serie Dieci” dei mondi di Chrestomanci. Concludo con le parole che Neil Gaiman ha scritto per lei nel suo blog, certamente più appropriate di tutte quelle che ho scritto io finora:

..And I do miss her, very much. I have some wonderful friends. I have people in my life who are brilliant, and people who are colourful, and people who are absolutely wonderful, and who make the world better for their being in it. But there was only one Diana Wynne Jones, and the world was a finer one for having her in it.