venerdì 16 luglio 2010

Wicked Lovely

Trama: Aislinn è una ragazza orfana che vive con la nonna in una piccola cittadina americana e conduce una vita tranquilla come migliaia di ragazze della sua età. L'unica cosa che la differenzia dalle sue coetanee è il fatto che lei ha il potere di vedere le fate. Fate malvagie che infestano la città burlandosi degli umani incapaci di vederle. Aislinn ha imparato a proteggersi da loro facendo finta di non vedere, ma quando alcuni esseri fatati cominciano a seguirla, ignorarle diventa impossibile e finisce per confessare il suo segreto alla persona più cara che ha: Seth, un ragazzo verso cui prova sentimenti profondi che vanno al di là dell’amicizia. Il loro legame sarà messo a dura prova da Keenan, Re dell’Estate e guida del Regno Fatato, che vede in Aislinn la prescelta, destinata a diventare Regina dell’Estate e compagna della sua vita. Per lei diventa sempre più difficile allontanarlo, resistere alla sua bellezza abbagliante, ignorare quella strana e calda alchimia che la scuote in ogni parte. Il cuore di Aislinn è diviso, dovrà fare la sua scelta, in un emozionante conflitto tra amore eterno e amore terreno.

Wicked Lovely (Incantevole e Pericoloso) di Melissa Marr è uno di quei libri che, se fossero dei manga, io definirei shoujo stupidi, per il semplice motivo che non hanno niente di originale e si sa già come vanno a finire. Questo libro l’ho comprato tanto tempo fa, nel breve periodo in cui ancora mi piaceva Twilight e volevo leggere storie simili. Adesso non sono più interessata a questo genere di storie, ma avendolo in libreria mi sono detta: lo leggo e poi, se mi fa davvero così tanto schifo, lo scambio su aNobii! XD
Gli ingredienti di base sono davvero identici a quelli di Twilight: abbiamo l’essere immortale che si innamora di una ragazzina umana e anche il triangolo amoroso nel quale la protagonista è contesa da due ragazzi dalla bellezza abbagliante. La differenza però, è che qui non abbiamo vampiri e licantropi, ma esseri fatati! Differenza non sufficiente, ma che, secondo me, è un piccolo punto a favore della Marr: di vampiri non se ne può veramente più! Inoltre storie di fate che NON vivono in un mondo incantato, bensì nel nostro, non se ne vedono molte.
Altro punto a favore della Marr è il fatto di essersi documentata prima di storpiare irrimediabilmente gli esseri che fanno da protagonisti alla sua storia. Ha studiato miti, leggende e tradizioni celtiche delle quali fanno parte e ha anche utilizzato nomi il cui significato si lega con i personaggi che li portano. Perfino quelli delle strade non sono messi a caso! Allora cosa c’è che non va in questo libro? Il fatto che non sono state sfruttate a dovere tutte queste note positive. L’idea di partenza è buona, ma è stata sviluppata malissimo! I personaggi non sono descritti né caratterizzati bene. Quando ne compaiono di nuovi non si capisce da dove siano usciti! –.-' I dialoghi fanno pena e il lato romantico, a differenza di Twilight (un merito dobbiamo pur darglielo), non emoziona minimamente! Si arriva alla fine del libro con un bel niente di concreto e troppi interrogativi del tipo: perché la Regina dell’Estate deve essere umana e quella dell’Inverno no? I sovrani dell’Estate e dell’Inverno dovrebbero regolare il corso delle stagioni, allora come mai secoli e secoli di regno incontrastato della Regina dell’Inverno non provocano nessun effetto? Sì, viene accennato che il mondo è immerso nella morsa del gelo, ma poi i personaggi vivono tranquillamente le loro vite come se fosse tutto normale! –.-

Come tutti i libri di questo genere che si rispettino, anche Wicked Lovely fa parte di una saga. È infatti seguito da Ink Exchange, Fragile Eternity e Radiant Shadows. Inoltre, grazie al suo successo, avrà anche una versione mangosa e una versione cinematografica. Insomma, non si fa mancare nulla! Peccato sia da evitare sotto tutti gli aspetti!

giovedì 15 luglio 2010

Almost Famous

almost_famous_ver24Trama: William Miller è un adolescente appassionato di musica che scrive per il giornalino scolastico e sogna di diventare un giornalista rock. Un giorno, grazie ad uno dei suoi articoli, viene contattato da un redattore della rivista Rolling Stone, il quale gli offre di seguire la band emergente degli Stillwater nel loro tour americano dal nome “Almost Famous”.   Ha inizio così il suo viaggio attraverso l’America e la musica, che lo formerà come uomo, ma che lo porterà anche a scoprire pro e contro della strada che sogna di intraprendere nella vita.

Almost Famous (Quasi Famosi) è un film del 2000, uscito quando io ero ancora un’adolescente che si nutriva solo di pane e Rock’ n’ Roll. Stavo ore a guardare film di musica, divoravo riviste specializzate e spendevo tutti i miei averi in dischi. Ne aspettavo l’uscita con molta ansia, ma all’epoca non vivevo una situazione molto felice, socialmente parlando. Avevo pochi amici che si contavano su un paio di dita (non completavo nemmeno una mano! XD), i quali purtroppo non avevano i miei stessi gusti, quindi per vedere un film non andavo al cinema, ma ero costretta a comprare la VHS o aspettare che lo dessero in TV. Così aspettai ancora e ancora e ancora.. finché.. finché me ne dimenticai! –.-" Ho finito per far passare 10 anni! 10 anni!!! O__O Adesso che me ne sono ricordata non riesco davvero a capacitarmi di come sia potuto succedere! Scontato dirlo, la prima cosa che ho fatto appena mi sono ricordata dell’esistenza di questo film è stato guardarlo immediatamente! Se avessi rimandato ancora avrei rischiato di far passare altri 10 anni e non me lo sarei mai perdonato! Perciò l’ho visto cercando di farlo il più possibilmente con gli stessi occhi della ragazzina che ero allora. E mi è piaciuto! Cavoli se mi è piaciuto! *____*

È un road-movie su un viaggio che rappresenta la metafora della crescita, con le emozioni delle prime volte  e tutti i suoi ostacoli e difficoltà. Nonostante non abbia una trama particolarmente originale coinvolge fin dai primi minuti grazie alla perfetta recitazione degli attori che rendono i loro personaggi unici. Come non innamorarsi della “groupie” Penny Lane interpretata da Kate Hudson o rimanere impassibili di fronte al forte carisma di Billy Crudup (*ç*) nella parte di Russell? Impossibile! Ma il merito va anche alla bellissima colonna sonora composta da canzoni dei Beach Boys, Led Zeppelin, David Bowie, Elton John, Who, ecc…, che conferiscono al film fascino e fanno sentire la nostalgia di un’epoca ormai lontana in cui la musica rock era nel vivo.

“Te l'ho detto, tu sei arrivato in un momento molto pericoloso per il rock. La guerra è finita, hanno vinto loro, distruggeranno il rock e soffocheranno tutto quello che amiamo di più.”

Mentre facevo delle ricerche ho scoperto che esiste anche una versione intitolata Untitled, conosciuta anche come The Bootleg Cut, con 40 minuti di scene in più, che in Italia non è mai arrivata (e te pareva? è__é). Qualcuno mi aiuti perché potrei uccidere e uccidermi se non la trovo! XD Nel frattempo vi lascio con una delle mie scene preferite:

“Per certe persone è difficile spiegare il rock ‘n’ roll.. penso che non ci sia nessuno in grado di spiegare il rock ‘n’ roll. Il rock ‘n’ roll è uno stile di vita, un modo di pensare. Non è una questione di fare soldi o diventare famosi. È una voce che dice IO SONO QUI.”

mercoledì 14 luglio 2010

Casablanca

Ogni sito o rivista di cinema che si rispetti ha la sua bella classifica “i migliori film di sempre”, classifiche che a me lasciano sempre molto perplessa perché non sono mai troppo chiari i criteri con i quali vengono scelti i film inseriti. Una classifica che non mi è mai piaciuta, ad esempio, è quella di IMDb, perché essendo composta dai film più votati dal pubblico si capisce bene che è sempre influenzata dalle “mode” del momento. Basti pensare che un film uscito da pochissimo tempo come Toy Story 3 sia già al sesto posto. Non che la cosa mi dispiaccia, anzi, è solo che non mi sembra giusto nei confronti di altri film che hanno segnato la storia del cinema, come, ad esempio, il primo Toy Story, che ha cambiato per sempre quello d’animazione.
Dopo quella di IMDb c’è la classifica della rivista Empire composta addirittura da 500 film (di cui io ne ho visti solo 150)! Non mi piace nemmeno questa e il motivo è che non trovo giusto inserire nella stessa lista opere di genere completamente diverso.
Sebbene molto diverse tra loro, ci sono film in comune a tutte. Uno di questi è sicuramente Casablanca.

Casablanca inizia con la voce fuoricampo del notiziario che presenta il contesto storico in cui ci troviamo: è l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, l’Europa è devastata dal Nazismo e Casablanca, in Marocco, è una zona franca che tutti vedono come unica opportunità di fuga verso Lisbona e, in seguito, verso l’America e la libertà.
A Casablanca vive l’americano Rick Blaine, magistralmente interpretato da Humphrey Bogart, che gestisce uno dei locali più amati e frequentati del posto. Qui vediamo un continuo viavai di persone di origini diverse  che si incontrano e raccontano le loro esperienze di vita e le loro speranze. Incontriamo anche Ilsa (Ingrid Bergman), una donna divisa fra l’amore per Rick e per suo marito, che aveva creduto morto in un campo di concentramento. Da questo momento, Rick si ritroverà faccia a faccia con un amore passato, che credeva ormai perduto e dimenticato, e sarà costretto ad una scelta importante.

Ho visto questo film quando ero molto piccola, ma non lo ricordavo, probabilmente perché, data l’età, non ero riuscita a capirlo ed apprezzarlo pienamente. Qualche giorno fa mi sono finalmente decisa a rivederlo e, finalmente, ho capito come mai è considerato uno dei più grandi capolavori della storia del cinema, capolavoro sul quale il tempo non avrà mai alcun effetto. Semplice: non esiste un’opera antinazista migliore e questo perché la pellicola è uscita quando ancora non si sapeva quali esiti avrebbe avuto la guerra. A quei tempi era difficile, se non impossibile, mostrare pubblicamente la propria posizione politica. Poteva costare la vita.
È un film che parla di quei tempi difficili, dunque, ma senza essere troppo pesante o triste. Quasi non ci si accorgere che si sta guardando un film che parla della guerra. Questo grazie anche all’emozionante, commovente e mai sdolcinata, storia d’amore fra Rick e Ilsa.

Uscì nel 1942 e vinse, meritatamente, 3 Oscar come miglior film, regia e sceneggiatura. In Italia arrivò con ben 3 anni di ritardo e fu trasmesso censurato di tutti i riferimenti fascisti. Esiste anche una versione ricolorata, ma io consiglio di vederlo nell’originale bianco e nero che gli dà ancora più fascino.

Cos’altro potrei aggiungere che non sia già stato detto in 70 anni di storia? Niente. Solamente..

Play it once, Sam, for old times’ sake.

 casablanca4

 

Tornando alle classifiche.. Io non ne seguo nessuna, ma sono così folle da stare sempre a contare quanti film ho visto per ciascuna di loro! XD A tal proposito ho scovato un sito molto carino, iCheckMovies, che mi aiuta in questa malsana fissazione! XD Per il momento il database è formato solo da film che fanno parte di qualche top-list, ma leggendo nel blog del sito, ho scoperto che presto sarà possibile inserire qualsiasi titolo. Il mio profilo è qui. Se vi va, venite pure a farmi compagnia! Vi aspetto! ^__^

sabato 10 luglio 2010

Toy Story 3: The Great Escape

Trama: Mentre Andy si prepara alla partenza per il College, i suoi amati giocattoli, anzichè finire conservati e al sicuro in soffitta, si ritroveranno ad essere donati per sbaglio ad un asilo frequentato da bambini pestiferi e da giocattoli pericolosi. Sebbene all’inizio sembri il paese delle meraviglie, ben presto Woody, Buzz e gli altri si accorgeranno che è esattamente il contrario e tenteranno la grande fuga per ritornare da Andy.

Dopo tanti mesi di attesa, finalmente, è arrivato nelle nostre sale Toy Story 3: La Grande Fuga, ultima fatica targata Disney/Pixar e unico film che, secondo me, vale veramente la pena di andare a vedere al  cinema in questo periodo.
Nonostante non sia ai livelli di capolavori come Wall•E o UP, Toy Story 3 rimane all’altezza dei suoi capitoli precedenti, dai quali riprende le stesse tematiche, affrontandole però, in modo ancora più maturo e coinvolgente. In questo capitolo, infatti, i nostri amati giocattoli dovranno vedersela faccia a faccia con la paura di cui erano attanagliati nei primi due Toy Story: “Cosa ne sarà di noi adesso che il nostro bambino è cresciuto?  Ci butterà nell’immondizia? Ci lascerà in soffitta?” La paura di essere abbandonati e l’incertezza di un futuro sono i sentimenti principali che vengono trattati,  senza dimenticare, ovviamente, anche il lato avventuroso e divertente. Buzz Lightyear che parla in spagnolo, Ken e la sua mania per la moda, il clown triste e Totoro (sì, proprio il Totoro di Miyazaki! *__*), sono tutti da non perdere!
Comicità, azione, avventura ed emozioni, fanno di Toy Story 3 un film completo, che vi farà sicuramente divertire, commuovere e riflettere, ma anche cambiare idea se pensate che i sequel siano tutti banali e deludenti! Cosa aspettate ancora? Correte a vederlo! E un consiglio: portate i fazzoletti! ç__ç

Le mie scene preferite:

  • Andy bambino che viene ripreso mentre gioca;
  • Andy che parla dei suoi giocattoli alla fine del film (ç__ç);
  • Buzz Spagnolo: “Estoy rodeado de criaturas alienígenas de intenciones desconocidas.
    ¿¡Quién va ahí? Amigo o enemigo? ¿Alguien ha visto a mi nave espacial?”
    (XD)
  • Buzz Spagnolo che corteggia Jessie! (XD)

Post precedenti con immagini, trailers e tanti altri bonus qui: [parte 1] [parte 2].

“Thanks, guys.”

domenica 4 luglio 2010

Pixar Intro Parody

In attesa di tempo libero per pubblicare aggiornamenti più corposi, posto un altro cortometraggio che ha a che fare con la Pixar, ma che non è Pixar! Si tratta di una parodia dell’intro che siamo abituati a vedere prima di ogni film, in cui la famosa lampada Luxo Jr (della quale vi avevo già parlato qui), ha il brutto vizio di saltellare e spiaccicare la lettera “i”! XD In questo corto divertentissimo le altre lettere dell’alfabeto si rivolteranno contro di lei e chiederanno giustizia! Da non perdere! :D