martedì 27 maggio 2008

Happily N'Ever After

Happily N'Ever AfterTrama: Nel Mondo delle Favole tutte le storie finiscono sempre con "…e vissero sempre felici e contenti", ma qualcosa sta per cambiare. I cattivi sono stufi di perdere sempre e così decidono di ribellarsi e cambiare il finale in "mai più felici e contenti". Questa opportunità si presenta loro quando il Mago addetto al controllo dell'equilibrio fra Bene e Male va in ferie, e i suoi due piccoli aiutanti perdono il controllo della situazione combinando un grave pasticcio. Cosa ne sarà di tutti i lieto fine?

Con l'uscita del primo Shrek si è dato il via alla moda dei film che "prendono in giro" le favole. Finali lieti, principesse che immancabilmente incontrano il principe azzurro sempre perfetto, e tutti gli altri tradizionali canoni delle fiabe sono ormai roba vecchia. Si sa che i principi azzurri perfetti non esistono, e che le principesse sono molto più coraggiose e indipendenti di quanto si creda. Non hanno bisogno dell'aiuto di nessun principe e desiderano qualcosa di più di un semplice lieto fine.
Il successo dei film di questo genere, secondo me, è dovuto al fatto che è molto divertente vedere come possono essere stravolte le favole che ascoltavamo/guardavamo da bambini, senza che esse perdano il loro fascino o smettano di farci sognare. Happily N'Ever After è proprio un film di questo tipo, una favola che non rispetta le regole tradizionali, ma non delude affatto: diverte e fa sognare proprio come tutte le favole più classiche. Non è un capolavoro dell’animazione moderna, ma se avete bisogno di qualcosa di leggero, allegro, senza troppe pretese, è il film ideale.

Happily N'Ever After

La versione italiana è stata proposta con l'orrendo titolo Cenerentola e gli 007 Nani. Come al solito poca fantasia da queste parti! Cenerentola e gli 007 Nani non solo fa pensare che il film faccia schifo, ma c'entra anche poco con la storia: 'sti benedetti nani infatti si vedono pochissimo!

venerdì 23 maggio 2008

Il Bacio d'Argento (Annette Curtis Klause)

Il Bacio d'Argento (Annette Curtis Klause)Trama: Zoe è un'adolescente che si trova improvvisamente a vivere una situazione difficile e delicata per una ragazza della sua età. Una madre gravemente malata che da mesi è ricoverata in ospedale, un padre che si dedica esclusivamente all'assistenza della moglie trascurando la figlia, e una migliore amica che sta per trasferirsi lontano. Così Zoe si ritrova sola. Una solitudine soffocante dalla quale non sembra vedere via d'uscita; finché un giorno incontra Simon, un giovane misterioso che appare solo di notte e che ha uno strano interesse verso di lei. Chi è veramente? E cosa vorrà?

Parto subito dicendo che mi è piaciuto un sacco. Mi è piaciuto il modo di scrivere dell'autrice e ho adorato le parole scelte per le descrizioni (gli occhi di lui erano pieni di deserto e di stelle). Per questo motivo, infatti, il mio libro sembra un campo di battaglia: pieno di sottolineature e segni a matita di ogni tipo! XD Mi è piaciuto anche l'alternarsi dei capitoli: uno dedicato a lei e uno dedicato a lui. In questo modo è stato più facile comprendere i due personaggi e il mondo delle loro emozioni. Ma non sono solo questi i motivi per cui ho amato la lettura del libro della Klause. Il motivo principale è che ho trovato molto di me stessa in Zoe. Anch'io alla sua età ho dovuto affrontare responsabilità più grandi di me, le quali mi hanno costretta a diventare adulta prima del previsto. L'adolescenza è un periodo già abbastanza difficile e non si dovrebbe affrontarlo da soli. Le riflessioni di Zoe erano le mie di allora. Zoe ero proprio io.
A parte la tristezza causata dal ricordo di quel periodo, questo libro mi ha dato l'opportunità di vedere quanta strada ho fatto, e devo dire che, nonostante ne abbia ancora molta da fare, sono abbastanza soddisfatta della ragazza che sono diventata.

Per chi se lo stesse chiedendo: no, non è assolutamente come Twilight! Sono due storie completamente diverse. La prima è d'amore, mentre quella de Il Bacio d'Argento è più introspettiva e focalizzata sulle difficoltà della crescita, del passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Concludo copiando un pezzo preso da un'altra recensione, il quale racchiude in poche parole tutta la bellezza di quest'opera:
Poetico e inquietante, struggente e crudele, Il Bacio d'Argento è la fiabesca metafora dell'adolescenza; solare e cupa, divisa tra la voglia d'amore e la paura dell'altro, la malinconia e la confusione, l'incapacità di esprimersi e la comprensione. Un romanzo tenero e intenso, ricco di personaggi indimenticabili.

Le cose cambiano, continuò a riflettere. La gente cresce, si sposta, muore. A volte si chiude in se stessa, a volte torna a tendere la mano dopo anni di isolamento. Che succederebbe se nulla cambiasse? Tutto stagnerebbe: freddo e immobile, decadente, terrificante.
Ma perché doveva essere così doloroso il cambiamento? Perché significava anche perdere le persone amate?

martedì 20 maggio 2008

Vincent (Tim Burton)

Vincent (Tim Burton)Quello che segue è un cortometraggio animato in stop-motion di 6 minuti circa che Tim Burton ha fatto all'inizio della sua carriera, quando lavorava per la Disney. Narra di un bimbo che finge di essere Vincent Price, famoso attore statunitense, e che si lascia suggestionare un po’ troppo dai racconti di Edgar Allan Poe.

Curiosità: nella versione originale la voce narrante è proprio quella di Vincent Price, idolo di Tim Burton.











venerdì 16 maggio 2008

Big Fish (Tim Burton)

Big Fish
"Eccolo, il caos. Tutto esplodeva di energia. In momenti come quello il circo sembra un immenso e rumorosissimo mercato, dove ognuno si affanna a mettere in mostra quanto di meglio sa fare. Tutti insieme, contemporaneamente. Anche gli spettatori erano attori partecipi di quella rappresentazione, e si erano alzati in piedi. E applaudivano. E fischiavano.
I suoi occhi.
Silenzio.
Ogni cosa ha improvvisamente perso d’importanza. Al punto da essersi fermata. Il tendone, e probabilmente il mondo intero, sono diventati un’immensa fotografia, all’interno della quale solo io ho il potere di muovermi. Circospetto, mi avvicino a quella creatura tanto magnifica, per conoscerla. Per amarla. Dribblo l’uomo sul monociclo e passo attraverso il cerchio che una valletta sta passando al giocoliere. Con un gesto, i popcorn che giacciono sospesi cadono uno ad uno. Ormai ho davanti solo il suo viso. E il nostro futuro insieme.
Mi chiamo Edward Bloom, e quella fu la prima volta che vidi Sandra, la donna che mi ha accompagnato in quel lungo e affascinante viaggio che è stata la mia vita. Eppure, proprio mio figlio, colui che più di ogni altro mi avrebbe dovuto comprendere e apprezzare, non mi ha voluto accettare per quello che sono, e si rifiuta di capire cosa si nasconda dietro quelle fantastiche storie che sono i miei ricordi. Ora che sono vecchio e malato, mi resta un’ultima cosa da fare, insegnargli che a volte la vita è così bella che diventa impossibile distinguerla dalla realtà."

Big Fish locandinaBig Fish è senza dubbio uno dei film più belli e poetici che abbia mai visto. Uno di quei film che vorresti non finissero mai, che vedresti all'infinito senza mai stancarti o annoiarti, e che e ti lasciano dentro "qualcosa" che rimarrà lì, a far battere il tuo cuore, per sempre.
Il protagonista è Edward Bloom, un uomo che è solito narrare gli episodi della sua vita in chiave surreale e fantasiosa. Storie che hanno per protagonisti giganti, streghe, lupi mannari e città incantate. Suo figlio Will, però, non apprezza questa mancanza di serietà da parte del padre e finisce per allontanarsi da lui. Quando un giorno Edward si ammala gravemente, Will decide di andare alla ricerca della verità sulla vita di suo padre e scopre, inaspettatamente, che in quelle storie fantasiose e assurde c'è molta più verità di quanto avesse mai immaginato.
Le mie parole purtroppo non sono in grado di descrivere adeguatamente la bellezza e la poesia di questo capolavoro di Burton. L'unica cosa che posso fare è dirvi di non perderlo perché può insegnarvi quanto siano importanti magia e immaginazione nella vita. Conosco persone la cui vita è arida come il deserto. Non fate quella fine. Il mondo è come voi lo dipingete. Usate colori brillanti e tutto diventerà più luminoso e abbagliante!

Big Fish

A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie.
Esse continuano a vivere dopo di lui.
E in questo modo, egli diventa immortale.

lunedì 12 maggio 2008

The Melancholy Death of Oyster Boy (Tim Burton)

Morte Malinconica del Bambino Ostrica Morte Malinconica del Bambino Ostrica (e Altre Storie) è una piccola raccolta di poesie in cui Tim Burton  racconta, attraverso strofe e disegni, con il suo inconfondibile stile, di un mondo popolato da creaturine fragili e delicate che sono costrette ai margini dalla società perché diverse. Esserini surreali come tutti i protagonisti dei suoi film più famosi, che sono colpiti da un destino crudele inevitabile, che non prevede lieti fini.
Non tutti amano questo genere macabro/dark. Io ho iniziato ad apprezzarlo da poco proprio grazie a Burton, e ho scoperto che queste storie non sono solamente tragiche, ma sono anche piene di ironia. Impossibile non sorridere dell'incredibile sfortuna che perseguita ogni protagonista. Le loro storie non sono solo commoventi, ma anche divertenti. Forse il termine adatto a descriverle è tragicomiche (se sbaglio correggetemi). Di questo libricino ho adorato tutto, anche i disegni! Purtroppo l'unica nota negativa è la traduzione italiana! Dopo la seconda poesia ho dovuto smettere immediatamente! Se dico che fa vomitare giuro che non sto esagerando!!! È squallida, volgare e fuori luogo. Questo perché non si tratta di una traduzione vera e propria. Un buon traduttore mantiene il senso dell'opera più fedele possibile all'originale. Nico Orengo, invece, ha preso "in prestito" le idee di Tim Burton per scrivere quello schifo di filastrocche senza un minimo di musicalità, che sono TOTALMENTE diverse dalle originali. Per fortuna alla fine del libro sono presenti anche le versioni originali inglesi, altrimenti sarebbero stati soldi buttati. Quindi, se mai vi capiterà di leggere questo libro, il mio consiglio è proprio quello di saltare tutta la parte italiana e andare alla fine per immergervi nel vero mondo creato da Tim Burton. Poi se siete curiosi di sapere fino a che punto Nico Orengo è arrivato a stravolgere il piccolo capolavoro di Tim, leggete anche la parte italiana.

Ecco una delle poesie che mi sono piaciute di più:
Voodoo Girl (Tim Burton)




martedì 6 maggio 2008

Coraline (Neil Gaiman)

Le fiabe dicono più che la verità. E non solo perché raccontano che i
draghi esistono, ma perché affermano che si Possono sconfiggere.

Coraline (edizione illustrata da McKean)Trama: La famiglia di Coraline si è appena trasferita in un nuovo grande appartamento. Durante la prima "esplorazione" della sua nuova casa, Coraline scopre che oltre alle 13 porte che permettono di entrare e uscire normalmente da stanze e corridoi, ce n'è anche una quattordicesima che dà su un muro di mattoni. Coraline è curiosa di sapere cosa si nasconde dietro quel muro e, un giorno, come per magia, aprendo quella stessa porta vede un corridoio buio. Lo attraversa e scopre che dall'altra parte c'è una casa identica alla sua e dei genitori identici ai suoi. Identici… o quasi! All'apparenza infatti, tutto sembra uguale al posto in cui vive Coraline, ma nello stesso tempo tutto ha un'aria misteriosa e sinistra. I genitori al posto degli occhi hanno due bottoni neri, cuciti sul viso con ago e filo, e sono stranamente desiderosi che Coraline rimanga con loro per sempre. Chi sono questi "altri genitori"? Cosa vogliono da Coraline? E cos'è questo mondo "identico" al suo?

Incuriosita dal trailer del film animato, che dovrebbe uscire il prossimo autunno, ho deciso di leggere il libro da cui è tratto, che è stato scritto da Neil Gaiman, autore che non amo particolarmente. Anzi, ora  è più corretto dire che non amavo!! Infatti dopo aver letto Coraline ho cambiato totalmente opinione! Questo libro è scritto così bene che tiene incollati dalla prima all'ultima pagina senza che la curiosità di sapere come continua accenni a diminuire. È scritto così bene che anche il lettore sembra trovarsi nello strano mondo oltre la porta che misteriosamente Coraline attraversa. Si sentono i rumori, si percepiscono gli odori, si avverte la paura… E man mano che si va avanti l’ansia cresce all'aumentare dei battiti del cuore di Coraline!  Tutto come se si stesse vivendo in prima persona la stessa avventura della protagonista!

Coraline (illustrazione di McKean)

A me è piaciuto così tanto che dopo averlo finito sono tornata indietro a rileggere i passi che avevo apprezzato di più. In particolare quelli in cui appare il gatto nero. Mentre li leggevo guardavo Hermes, il mio bellissimo micione, e gli dicevo: "ma siamo sicuri che non stia parlando di te questa storia?" XD

- "Noi... noi potremmo diventare amici, sai" - disse Coraline.
- "Noi potremmo essere rari esemplari di un’esotica razza di elefanti ballerini africani" - disse il gatto. - "Però non lo siamo. Almeno…" - aggiunse con tono dispettoso, dopo aver lanciato un’occhiata alla bambina – "…io non lo sono."
Lei sospirò.
"Per favore. Come ti chiami?" - domandò al gatto. - "Senti, io mi chiamo Coraline. Okay?"
Il gatto sbadigliò lentamente e con attenzione, rivelando una bocca e una lingua di un rosa sorprendente. - "I gatti non hanno nome" - disse.
- "No?"
- "No" - disse il gatto. - "Voi persone avete il nome. E questo perché non sapete chi siete. Noi sappiamo chi siamo, perciò il nome non ci serve."
Quel gatto era egocentrico in modo irritante, decise Coraline. Come se si sentisse l’unica creatura importante di qualsiasi mondo o luogo.

"Sì, Hermes! Sei proprio tu!!" :D

Coraline (illustrazione di McKean)

Coraline è una fiaba misteriosa, affascinante e INQUIETANTE! È quasi un Alice nel Paese delle Meraviglie in versione dark. Come in Alice, anche qui il mondo alternativo in cui si trova la protagonista non è perfetto come sembra. Ma quale dei due preferire? Quello in cui va tutto come desideri, ma finto, o quello che può anche riservarti dolore e delusione? Trovarsi faccia a faccia con la verità fa capire che la vita va accettata e apprezzata così com’è, delusioni comprese. È un libro per ragazzi, ma ha più chiavi di lettura e, come avrete intuito da quello che ho scritto, i temi possono essere apprezzati benissimo anche dagli adulti.

Del libro esistono due versioni, una illustrata da Dave McKean e una da Chris Riddell. In Italia è stata pubblicata solo la prima, ed è un peccato perché secondo me sono bellissime entrambe! Le immagini che vedete sopra sono tutte di McKean, mentre quelle che vedete sotto sono di Riddell.

Coraline (Copertina versione illustrata da Riddell)Coraline (illustrazione di Riddell)Coraline (illustrazione di Riddell)

Del film invece ne ho parlato in questo post! :)

giovedì 1 maggio 2008

Gilmore Girls (commento senza spoiler sul finale)

Gilmore Girls Season 7 DVD coverHo appena finito di vedere l'ultima puntata di Una Mamma per Amica. Chissà quante volte l'ho già scritto nei miei post, ma arrivare alla fine di una serie che ho seguito per tanti anni è sempre molto triste per me. È come dire addio a qualcuno che hai amato per tanto tempo e gli addii, si sa, sono sempre tristi e difficili. Forse vi sembrerò troppo sentimentale, ma sono fatta così, che posso farci?

Non voglio spoilerare, perciò non dirò come si conclude. Dirò solamente che è stata una conclusione giusta. Gli ultimi episodi sono stati pieni di scene commoventi e, senza sapere come, mi sono ritrovata spesso con gli occhi umidi! Non facevo in tempo a riprendermi per una scena che ne arrivava un'altra ancora più emozionante! Vi confesso che in molte scene sono state dette frasi che mi piacerebbe sentirmi dire… quindi… era scontato che mi commovessi!

Gilmore Girls cast

Concludo il post dicendo che Lorelai e Rory per me sono state una fonte d'ispirazione in molte cose. Spero tanto di diventare una donna in gamba come loro!

Sai… è che… mi piace vederti felice.