giovedì 26 gennaio 2012

Le Voyage dans la Lune

Per festeggiare le 11 Nominations agli Oscar ricevute da Hugo Cabret di Martin Scorsese ho deciso di condividere una piccola chicca per chi ha già letto il libro, ma soprattutto per chi è appassionato di cinema. Si tratta di Le Voyage dans la Lune (Viaggio nella Luna)  di Georges Méliès, un film muto del 1902, parodia del romanzo Dalla Terra alla Luna di Jules Verne e de I Primi Uomini sulla Luna di H. G. Wells.
Le Voyage dans La Lune narra, 67 anni prima che succeda davvero, di un gruppo di astronomi che partono all’esplorazione del nostro satellite. Nessun film, prima di allora, aveva mai usato degli effetti speciali o raccontato una storia tanto lontana dalla realtà. Proprio per questo motivo è considerato il capostipite del genere fantascientifico, mentre il suo autore, Georges Méliès, uomo di grande genio e inventiva, è considerato il padre del cinema come lo intendiamo oggi: un luogo dove niente è impossibile.

Vedere Le Voyage dans La Lune a 110 anni di distanza dalla sua creazione, quando siamo abituati agli effetti speciali più sofisticati, fa sorridere. I tetti delle case sono di cartone e il razzo viene trasportato a mano senza difficoltà. Gli astronauti non portano nessuna tuta o bombola per l’ossigeno, ma sono vestiti elegantemente, con tanto di cilindro e bastone! Gli astri hanno faccia umana e sulla Luna c’è un mondo magico dove nevica e gli ombrelli si trasformano in funghi!
Per me sono stati 10 minuti di puro divertimento, che mi hanno fatto domandare cosa ne avessi pensato e che effetto mi avrebbe fatto se lo avessi visto un secolo fa. Forse mi sarei impressionata per gli alieni. Oppure mi sarebbe dispiaciuto per l’occhio della Luna accecato dal razzo. Oppure, semplicemente, avrei immaginato di volare nello spazio insieme agli esploratori. In ogni caso, sono sicura che sarebbe stato un viaggio fantastico e che sarei uscita dalla sala cinematografica felice ed emozionata.

Nel 2011 venne restaurato e colorato (ERESIA!!!). Per fortuna qui di seguito possiamo ammirarne la versione originale:

Curiosità: Le Voyage dans La Lune fu il primo film a conoscere il successo mondiale, dovuto soprattutto ad un atto di pirateria di Thomas Edison, che lo portò personalmente in America. Alla faccia di chi dice che la pirateria è il male!

Approfondimenti: Per chi volesse saperne di più sulla vita e l’arte di Méliès c’è sempre Wikipedia! Mentre alcuni dei suoi film più famosi possono essere visti ai seguenti link:

domenica 22 gennaio 2012

The Invention of Hugo Cabret

La storia che sto per svelarvi ha inizio nel 1931, sotto i tetti di Parigi. Qui incontrerete un ragazzo di nome Hugo Cabret, che un giorno, tanto tempo fa, scoprì un misterioso disegno che cambiò la sua vita per sempre.
  Ma prima che voltiate la pagina, voglio che immaginiate voi stessi, seduti nel buio, come all’inizio di un film. Sullo schermo sorgerà il Sole fra pochi istanti e la macchina da presa inquadrerà una stazione nel cuore della città. In un atrio pieno di gente vedrete finalmente un ragazzo che si muove rapidamente. Seguitelo, perché quello è Hugo Cabret. La sua mente è piena di segreti e sta aspettando che la sua storia abbia inizio.

Con una sequenza di immagini in bianco e nero, come in un film muto, ha inizio La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick, un libro che in ventiquattromilaquattrocentocinque parole e centocinquantotto disegni parla del luogo in cui vengono creati i sogni, ovvero di quella straordinaria invenzione che è il cinema.
Arturo Brachetti, con il suo spettacolo teatrale “Ciak, Si Gira!”, racconta la storia del cinema attraverso la storia della sua vita. Selznick la racconta attraverso quella di un bambino di nome Hugo Cabret, che un giorno si troverà ad affrontare una serie di avventure per rimettere insieme i pezzi di un uomo meccanico ritrovato per caso dal padre nella soffitta di un vecchio museo. Pezzo dopo pezzo, con i capitoli che si incastrano come in un ingranaggio, mentre Hugo risolve il mistero nascosto attorno all’automa, a noi viene raccontata la storia del cinema delle origini e di uno dei suoi più grandi maestri, purtroppo ormai dimenticato.

Difficile descrivere le emozioni che ho provato leggendo questo libro unico nel suo genere, dove si fondono, in modo mai visto prima, letteratura, arte e cinema. Dovrei inventare nuove parole nella stessa maniera in cui l’autore ha saputo inventare un nuovo modo di raccontare storie. Leggerlo per me è stato come guardare un film su carta ed essere trasportata nella Parigi degli anni ‘30. Era come se vivessi nella stazione insieme a Hugo. Io ero lui e lui era me. I suoi sguardi, i suoi gesti e i suoi pensieri erano i miei. Insieme a lui ho corso per la città innevata, provato il freddo e la fame, rubato del latte, conosciuto persone misteriose e affascinanti e sentito l’urgenza di ricostruire l’automa per svelarne il segreto. Segreto che mi ha fatto scoprire chi ha creato i primi sogni, i primi film in cui l’immaginazione prende il sopravvento sulla realtà, ma soprattutto che mi ha fatto capire quanto sia importante trovare uno scopo nella vita, perché se non hai uno scopo è come se fossi un meccanismo rotto.

Le parole che ho appena scritto, i premi prestigiosi vinti e il film del grande Martin Scorsese in arrivo nelle sale non bastano a capire cosa sia questo libro. È necessario prenderlo nelle proprie mani, sfogliarlo e guardarlo. Dopodiché sarà impossibile lasciarlo sullo scaffale perché ci si rende conto che è proprio come dice il titolo: straordinario.

A volte la sera vengo qui anche se non devo regolare gli orologi, solo per guardare la città. Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per un motivo. E anche tu.

venerdì 20 gennaio 2012

How to remove Blogger Navbar

Fra qualche giorno saranno 2 anni da quando mi sono trasferita su Blogger e per l’occasione ho deciso di cambiare look! Quando ero su Splinder (riposi in pace), lo cambiavo spesso, su Blogger invece non l’avevo ancora fatto perché quello di prima mi piaceva troppo. Nonostante questo da qualche tempo avevo iniziato a sentire il bisogno di un rinnovamento, soprattutto per poter utilizzare le nuove funzioni di Blogger, tra cui il rispondi dei commenti che è una vera comodità! *_* E così oggi mi sono data da fare e ho creato la grafica che vedete. Come Signor Google e Signor Apple insegnano, il successo è racchiuso nei design semplici, puliti e con uno stile tipografico ordinato ed elegante! Ho cercato di seguire il loro esempio, aggiungendo un pizzico di colore e vivacità. Spero tanto che vi piaccia! ^_^

Grazie al fantastico Designer dei Modelli ormai è diventato facilissimo personalizzare il proprio blog, però ci sono ancora degli aspetti che è possibile modificare solo se si conosce un po’ di HTML, così ho pensato di fare una piccola guida per aiutarvi con uno di quelli secondo me più importanti: l’eliminazione della fastidiosissima barra di navigazione!
È molto semplice: andate nella sezione Modelli. Cliccate su Modifica HTML e poi su Procedi. Nella finestra che si aprirà dovete copiare e incollare il seguente codice poco prima della scritta /* Variable definitions:

#navbar-iframe {
display: none !important;
}

Esempio:

Se non siete sicuri di aver fatto tutto correttamente, cliccate su Anteprima. Fuori responsabilità se per sbaglio cancellaste qualcosa e combinaste qualche pasticcio!!! Raccomando di fare attenzione! Nel caso vada tutto bene salvate.

Infine, per recuperare il box della ricerca, che permette di trovare in poco tempo qualsiasi vecchio post senza dover girare fra mille pagine o tag, bisogna aggiungere un gadget HTML/JavaScript alla vostra sidebar, copincollare il seguente codice, salvare, e il gioco è fatto! ^.^

<form id="searchThis" action="/search" style="display:inline;" method="get"><input id="searchBox" name="q" type="text"/> <input id="searchButton" value="Search" type="submit"/></form>

Al posto della scritta Search che ho evidenziato in rosso potere scrivere quello che volete, ad esempio, cerca post oppure semplicemente go.

giovedì 19 gennaio 2012

The Best of The Year 2011

Come ogni anno ecco che arriva il mio tradizionale post con la lista del meglio e del peggio di quello che ho visto/letto/ascoltato/ecc… durante l’anno appena passato. Siccome ormai è finito da due settimane mi sembra inutile farne il bilancio, perciò mi concentro subito sul nuovo anno. Tra i miei buoni propositi, oltre a quello di quagliare una buona volta con l’Università, c’è sicuramente quello di aggiornare più spesso il blog. L’anno scorso ho fatto davvero schifo pubblicando solo 15 post e quest’anno voglio arrivare almeno a 20! XD Scherzo. Il 2012 sarà molto più impegnativo rispetto all’anno precedente, ma prometto che farò del mio meglio per non trascurare più del dovuto questo spazietto che adoro e che mi dispiace vedere abbandonato. Detto questo vi lascio alla mia famosa lista, ricordandovi che non c'è ordine di preferenza e ogni cosa linka al relativo post che gli ho dedicato, se gliel’ho dedicato! XD Quelli che mancano li scriverò prima possibile (spero! :P).

Migliori Film:

  • The King's Speech (con Colin Firth! ♥)
  • House of Flying Daggers
  • Crouching Tiger, Hidden Dragon
  • Kiss kiss Bang bang (con Robert Downey Jr.! *Q*)
  • Sherlock Holmes 2: A Game of Shadows (sempre con Robert! XD) 
  • The Social Network

Peggiori Film:

  • Avatar (tanto fumo e niente arrosto)
  • The Boy in the Striped Pyjamas
  • Tron Legacy

Migliori Film Animati:

  • Karigurashi no Arrietty (Studio Ghibli)
  • The Racoon War Pom Poko (Studio Ghibli)
  • Hoshi wo Ou Kodomo (Makoto Shinkai)
  • The Secret of Kells (Tomm Moore)
  • Il Re Leone 3D (Disney)

Peggiori Film Animati:

  • Happy Feet (George Miller)

Migliori Cortometraggi:

  • Invention of Love

Migliori Anime:

Peggiori Anime:

  • Blood-C (Clamp & Co.)
  • Kimi ni Todoke 2
  • Shakugan no Shana

Migliori Manga:

  • Kuragehime (Akiko Higashimura)
  • Genius Family Company (Tomoko Ninomiya)
  • Hime-chan no Ribbon (Megumi Mizusawa)
  • Itazura na Kiss (Kaoru Tada)
  • Edgar e Allan Poe (Moto Hagio)
  • Black Jack (Osamu Tezuka)

Migliori Graphic Novels:

  • Corto Maltese: Le Celtiche (Hugo Pratt)
  • Blacksad 2 (Juanjo Guarnido, Juan Dí­az Canales)
  • The Hedge Knight 1 (George R.R. Martin & Altri..)
  • Moomin Book One: The Complete Comic Strips (Tove Jansson)
  • Octave (David Chauvel, Alfred, Walter)

Peggiori Graphic Novels:

  • A Game of Thrones vol.1 (George R.R. Martin, Daniel Abraham, Tommy Patterson)

Migliori Libri:

  • House of Many Ways (Diana Wynne Jones)
  • How to Train your Dragon (Cressida Cowell)
  • A Game of Thrones: A Song of Ice and Fire 1 (George R. R. Martin)
  • Which Witch? (Eva Ibbotson)

Peggiori Libri:

  • After Supper Ghost Stories (Jerome K. Jerome)

Migliori Libri Illustrati:

  • The Dangerous Alphabet (Neil Gaiman/Gris Grimly)
  • Riccioli d'Oro e i Sette Orsi Nani (Émile Bravo)
  • Little Mouse Gets Ready (Jeff Smith)

Migliori Telefilm:

  • Doctor Who (stagione 6 + specials)
  • How I Met your Mother (prime due stagioni)
  • Ally Mc Beal (stagione 4 con Robert Downey Jr!! *ç* XD)
  • Downton Abbey (prime due stagioni)
  • Game of Thrones (stagione 1)
  • Pride and Prejudice (miniserie del 1995 con Colin Firth! ♥)
  • The Pillars of the Earth

Migliori Videogames:

  • Animal Crossing: Let’s Go to the City (Wii)
  • Rayman Origins (Wii)
  • Donkey Kong Country Returns (Wii)
  • Kirby’s Epic Yarn (Wii)
  • Mario Kart (Wii)
  • Plants vs. Zombies (PC)

Esperienze da Ricordare:

  • Incontrare Jeff Smith al Lucca Comics 2011! *__*
  • Firenze e Lucca insieme a Laefe-chan! ♥
  • Visitare l’Oceanografico di Valencia.
  • Vedere lo spettacolo “Ciak, si Gira” di Arturo Brachetti.
  • Qualsiasi giorno trascorso con il mio Ippopotamo. ♥

E questo è tutto! Non mi resta che augurarvi buon anno… anche se in ritardo! :P

domenica 25 dicembre 2011

Merry Christmas Everyone!

Solo per questa notte, grazie alla magia di Charles Vess, il mio Castello Errante si trasformerà nella bellissima slitta di Babbo Natale, che spero vi porti tutti i bei doni che desiderate, ma soprattutto tanta gioia e serenità! Merry Christmas Everyone!

mercoledì 21 dicembre 2011

Kunio Kato

Rain Town, il cortometraggio di Ishida Hiroyasu, mi ha ricordato le atmosfere dei lavori di Kunio Kato, un altro giovane animatore che secondo me vale la pena tenere d’occhio.
Su di lui purtroppo so ben poco, ovvero che una volta laureato ha iniziato ad occuparsi di animazioni per siti web e spot pubblicitari, finché un bel giorno ha deciso di produrre qualcosa di proprio.
Le sue opere più conosciute sono:

The Diary of Tortov Roddle (Aru Tabibito no Nikki), una serie di cortometraggi formata da 6 episodi e 5 speciali di pochissimi minuti, che racconta le avventure di un viaggiatore solitario che si trova in un mondo surreale, dove le città spariscono in groppa alle rane e dalle tazze di caffè guizzano i pesci. Io me ne sono subito innamorata per le atmosfere nostalgiche e malinconiche, ma soprattutto grazie ai disegni molto particolari, fatti interamente a matita! *-*

La Maison en Petits Cubes (Tsumiki no Ie) è un piccolo capolavoro di 12 minuti fatto solo di musica e immagini con il quale Kunio Kato è riuscito a vincere nel 2009 addirittura l’Oscar per il Miglior Corto Animato!
Le atmosfere e lo stile di disegno sono simili a quelli della serie su Tortov Roddle, ma il risultato è molto più poetico e toccante perché la storia parla di un vecchietto che, per sopravvivere in una città in cui il livello dell’acqua non fa che aumentare, costruisce sempre nuovi piani alla sua casa. Un giorno però gli cade la pipa nell’acqua e per recuperarla è costretto a immergersi nei piani inferiori ormai allagati. Ogni piano rappresenta un periodo della sua vita e man mano che si immerge è come se facesse un viaggio a ritroso nel tempo che non può non commuovere ed emozionare lo spettatore, che si ritrova trasportato nei recessi della sua memoria proprio come il protagonista del corto.

The Diary of Tortov Roddle potete trovarlo sub-ita facendo una semplice ricerca su Google, mentre La Maison en Petits Cubes potete vederlo qui o direttamente dal mio post.

martedì 20 dicembre 2011

Rain Town

Cari followers, come state? Mi meraviglia che siate ancora qui nonostante la mia incurabile latitanza! Al posto vostro sarei fuggita via e invece voi continuate a seguirmi e ad aumentare: vi ho lasciato che eravate una trentina e adesso siete 40!!! *__* Non potete immaginare quanto ne sia felice! Grazie!!! *__* In attesa di recensioni più corpose, per il momento ringrazio la vostra followosità (XD) con un post breve e veloce che parla del nuovo cortometraggio di Ishida Hiroyasu, lo studente di animazione autore di Fumiko no Kokuhaku, di cui avevo parlato qui.

In this town, since who knows when, rain has never stopped. Residents moved out to suburbs and high ground around “Rain Town”. People’s memories are now deeply submerged. But into this forgotten rainy town sometimes, someone wanders…

Rain Town, che potete vedere qui, racconta, in meno di 10 minuti, la storia di una bambina che fa amicizia con un robot in una città in cui la pioggia non cessa di cadere da tempo ormai immemore e tutto è sommerso dall’acqua. Già dal titolo e dalla locandina si intuisce quanto sia diverso da Fumiko no Kokuhaku, che è divertente, allegro e spensierato. Rain Town invece è triste e malinconico, aspetto che viene enfatizzato moltissimo non solo dai colori, ma anche dalla musica e dall’incessante rumore della pioggia.
Il fatto che sia di un genere completamente diverso dal suo primo corto dimostra quanto sia veramente in gamba questo ragazzo e quanto valga la pena vedere Rain Town per ammirare i suoi progressi come animatore. Secondo me vale la pena vederlo anche solo per quella brevissima scena di un secondo in cui il robot ricorda le giornate di Sole toccando la mano della bimba!

curiosità: è nato come progetto per la sua tesi di laurea, ma gli ha già fatto vincere diversi premi! Complimenti Ishida-kun! Non vedo l’ora di vedere i tuoi prossimi lavori! *_*

giovedì 27 ottobre 2011

Lucca Comics and Games 2010

Ormai mancano pochissime ore al prossimo Lucca Comics e io mi sono appena ricordata che non ho ancora pubblicato il resoconto della scorsa edizione! Come al solito faccio passare sempre un anno: GOMEN!

Il mio quarto Lucca Comics può essere descritto come il Lucca Comics delle prime volte. La prima volta che non sono partita in gruppo, ma solo con il mio dolce Ippopotamo. La prima volta che non abbiamo viaggiato in aereo, ma in macchina (e ci siamo trovati benissimo!). La prima volta che abbiamo dormito da zia Mariuccia a Firenze e non nel solito hotel a Pisa. La prima volta che abbiamo fatto l’abbonamento per tre giorni di fiera e non solo per due. La prima volta che abbiamo visto Lucca sotto la pioggia, motivo per cui è stata anche la prima volta non mi sono divertita al 100%. ç_ç Non dico sia stata una brutta fiera, ma per colpa di quel diluvio universale, che non voleva saperne di smettere, ci sono stati tanti di quei problemi nell’organizzazione che hanno creato disagi incredibili a tutti. Lasciate ogni speranza voi che aspettate che una manifestazione invernale abbia la preparazione adeguata in caso di pioggia, perché è OVVIO che non l’avrà! Basti pensare alla palude che si era formata sulla strada per una delle biglietterie: bisognava saltare da una zattera di legno all’altra per raggiungerla! Quante volte mi sono immaginata precipitare nel fango? Non ne parliamo! E non parliamo nemmeno della pessima distribuzione di biglietti e braccialetti. O dell’anarchia che regnava nei padiglioni! Ad un certo punto credo che la pioggia abbia dato alla testa a chiunque, perché erano tutti impazziti! Autori compresi! Max Frezzato, ad esempio, autore del bellissimo manifesto di questa edizione, era talmente ubriaco da scarabocchiare i volumi dei suoi fan! O_O Io ero in fila per avere l’autografo sul poster, ma sono scappata via scioccata perché non volevo lo rovinasse! Altro esempio sono stati quelli della Magic Press che mi hanno fatto passare mille volte dal loro stand perché continuavano  a dirmi che il volume che cercavo sarebbe arrivato, ma non è stato così. Oppure quelli della ReNoir che hanno festeggiato Halloween il giorno sbagliato… vabbè, dettagli! XD Almeno hanno offerto bibite e patatine a tutti! :P Ma vi lascio immaginare in che caos fosse il loro stand! No comment! XD Sorvolando quindi sui lati negativi, andiamo subito a quelli positivi! *_*

Da un paio di edizioni a questa parte, il Lucca Comics per me è diventato principalmente un’opportunità per incontrare i miei autori preferiti e conoscerne di nuovi. Il giovane misterioso e affasciante che vedete insieme a me in questa foto si chiama Ted Naifeh ed è un bravissimo autore che, dopo aver illustrato le graphic novels di diversi autori, tra cui I Buoni Vicini di Holly Black (autrice di Spiderwick), è arrivato al successo grazie alla serie di Courtney Crumrin, di cui ha curato personalmente sia la storia che i disegni. Ed è proprio grazie a questa serie che me ne sono innamorata! *_* Quando ho saputo che sarebbe stato a Lucca a presentare la sua nuova creatura Polly e i Pirati, ho cominciato letteralmente a delirare! XD Poi, alla vista di queste foto –>(1)(2), mi è uscito sangue dal naso e non ho capito più niente! XD Il nostro incontro è stato alquanto bizzarro. Erano quasi le 10:00, ma di lui nessuna traccia. “C’è da aspettare” mi dicono quelli dello stand. “Chi si muove?” rispondo tra me e me! XD Dopo mezz’ora finalmente appare e dichiara “Devo andare in bagno!” e sparisce per altri 15 minuti! Quando torna, visibilmente più felice e rilassato (gli scappava sicuramente la cacca! XD), mi dice buongiorno in italiano e io gli rispondo in inglese! :P Mi mostra le tavole originali dei suoi fumetti *_* e poi si mette subito a disegnare su uno dei miei volumi di Courtney. Disegna disegna… ma cosa disegna?? Polly sul volume di Courtney! WRONG! XD Gli dico di non preoccuparsi, ma lui che fa? CANCELLA TUTTO! O_O Un disastro! XD Alla fine rimedia disegnando Courtney direttamente col pennarello e il risultato è quasi perfetto! *_*

Quasi perché (se ingrandite l’immagine) si nota benissimo che sotto c’era un altro disegno! Ted, la prossima volta usa direttamente il pennarello così non mi cancelli più niente! Nel frattempo che rimediava ai suoi disastri avevo iniziato a convincermi fosse gay! XD Un tipo così figo ed elegante in mezzo ad una folla di nerd spettinati… mmm…! XD Nel momento stesso in cui faccio questo pensiero gli si avvicina una tizia e comincia a slinguazzare con lui davanti a me! O_O Ragazzi, un po’ di ritegno! Insomma, Ted non è gay! XD Casomai  dovesse tornare single ve lo consiglio perché dal vivo è mooolto meglio che in foto! *ç* Se invece non dovesse liberarsi ci sono sempre i suoi fumetti come consolazione! *_* XD Di Courtney Crumrin parlerò in futuro in un post a parte, nel frattempo potete dare una sbirciatina  al suo Sito Ufficiale.

 

Questo giovincello invece è Karim Friha e non l’avevo mai sentito nominare! XD Incuriosita dal suo Il Risveglio dello Zelfiro, ho preso il primo volume, l’ho letto e poi ho comprato subito il secondo! La storia è carinissima e i disegni sembrano usciti da un film animato, hanno dei colori stupendi! *_* Il giorno seguente vado da Karim per la dedica. Lui mi chiede quale personaggio preferisco e me lo disegna sul primo volume. Poi vede che ho anche il secondo e mi fa un disegno pure su quello! *_* A differenza di Ted, ha disegnato direttamente con il pennarello e non ha sbagliato nemmeno una volta! XD Guardate che belli! *_*

 

Felicissima del mio bottino, lo ringrazio di cuore, ma mentre sto per allontanarmi mi ferma chiedendomi se ho fretta. Lo guardo un po’ perplessa, finché non tira fuori un album e inizia a disegnare. Dopo qualche minuto mi regala questa meraviglia! *_* Magari tutti gli autori fossero così gentili! *_* (Sito Ufficiale di Karim).

Dopo Ted e Karim ho incontrato anche Silvia Ziche, che dovreste conoscere un po’ tutti, quindi evito di presentarla (altrimenti il post finirà domattina e io devo partire!!! XD).
Silvia Ziche è presente come ospite della Rizzoli-Lizard ad ogni Lucca Comics e io sono riuscita ad avvicinarmi a lei solo quest’anno perché… perché mi vergognavo! ç_ç Non so perché mi facesse quest’effetto. Agli autori stranieri manca poco che gli salti addosso (ricordate cosa ho fatto con Charles Vess? XD) e invece con lei è stato tutto l’opposto! ç_ç Alla fine però sono riuscita a farmi coraggio e a chiederle questo bellissimo Zio Paperone che vedete a sinistra! *_* (il solito click per ingrandire).

 

Oltre ad aver incontrato questi autori ho assistito anche a diversi eventi, tra cui l’anteprima della serie tv di The Walking Dead e del film di Scott Pilgrim. Ho seguito anche la conferenza dedicata al lavoro di Iacopo Bruno, illustratore di copertine, tra cui quelle delle edizioni italiane dei romanzi del mio amato Neil Gaiman. Se devo essere sincera, l’evento è stato piuttosto deludente perché una tizia della Mondadori non ha fatto altro che ripetere quanto sia importante cambiare le copertine originali dei romanzi. Io non sono d’accordo perché nella maggior parte dei casi le copertine originali sono molto meglio di quelle che finiscono per avere le nostre edizioni. Unica eccezione per quelle di Iacopo Bruno che a me piacciono moltissimo! *_* Comunque alla fine lui non ha parlato praticamente mai e io sono riuscita a scambiarci solo due parole (e ad avere l’autografo sulla mia copia de Il Cimitero Senza Lapidi), prima che andasse via.

I cosplayers, un po’ per colpa del tempaccio, un po’ perché sono tutti gli anni quasi sempre gli stessi, non mi hanno emozionato come prima, così li ho ignorati! XD Salvo quelli che vedete nelle foto seguenti, che mi sono piaciuti davvero tantissimo! *_* Nella prima foto abbiamo Giselle di Come d’Incanto, nella seconda i personaggi della serie di videogames del Prof. Layton e nella terza i personaggi del film Nausicaa dalla Valle del Vento di Miyazaki! *_* Come avrete notato io ho fatto il cosplay di me stessa! XD Purtroppo non mi andava di fare Rukia per la terza volta consecutiva né di preparare un nuovo personaggio, quindi eccomi qui a vestire i miei soliti abiti.

Dulcis in fundo, ecco quello che tutti aspettavate, ovvero la lista dei miei acquisti…

  • Courtney Crumrin e le Vacanze Mostruose di Ted Naifeh (con disegno e dedica ♥)
  • Polly e i Pirati vol.1 di Ted Naifeh (con disegno e dedica ♥)
  • Il Risveglio dello Zelfiro vol.1 e vol.2 di Karim Friha (con disegno e dedica ♥)
  • Itazura na Kiss  vol.1 e vol.2 di Kaoru Tada
  • Il Sentiero di Legno e di Sangue di Luca Terenzi
  • Un Piccolo Omicidio di Alan Moore (regalato all’Ippopotamo ♥)
  • Poster della Fiera di Max Frezzato (rigorosamente senza autografo! XD) 

…Dei regalini che ho ricevuto da parte dell’Ippopotamo…

  • La Principessa Rose -Edizione Variant- di Jeff Smith e Charles Vess (è il prequel di Bone! *_*) 
  • Peluche di Ponyo (from Studio Ghibli Museum *_*)
  • Un bento-box con gattino (Troppo Kawaii *.* )

…E dei tantissimi omaggi! *_*

  • Speciale su Bone (BAO Publishing)
  • Sailor Moon vol.0 + Poster (GP Publishing)
  • Epic Mickey vol.0 (Disney)
  • Segnalibri e Pins di Courtney Crumrin e Polly e i Pirati (ReNoir)
  • Portachiavi e gadget per cellulare del Prof. Layton (Nintendo)
  • A Skeleton Story vol.1 (in realtà non so se fosse veramente un omaggio oppure no! XD)
  • Cartoline, spillette, poster e segnalibri a non finire + milioni di altre cose che non ricordo! XD

E questa è la foto del mio bottino! *_* Mancano sicuramente tantissime altre cose, ma a distanza di un anno è già tanto se mi sono ricordata tutto questo! XD

Ora vado a nanna perché domani si parte per una nuova avventura! *_* Previsioni? Sono sicura che it’s gonna be legendary (cit. Barney di How I Met your Mother) e se riuscirò a sopravvivere sarà un miracolo! XD
Spero che il post vi sia piaciuto e spero di pubblicare quello del 2011 prima che passi di nuovo un anno! XD Nel frattempo vi lascio con quelli sulle edizioni precedenti:

A presto! ^_^

lunedì 10 ottobre 2011

Usagi Drop

Trama: Daikichi è un trentenne in carriera perennemente single. Tornato nella sua casa natale per il funerale del nonno, scopre che costui ha lasciato un’eredità inaspettata: una figlia di 5 anni avuta da una relazione clandestina con una donna molto più giovane di cui non si ha traccia. La piccola si chiama Rin e nessuno dei suoi parenti vuole prendersene cura, così Daikichi, in uno scatto di rabbia contro la famiglia, decide di portarla a casa con lui, non rendendosi bene conto di cosa significhi allevare un bambino, soprattutto quando si è da soli, ma da quel momento in poi, grazie a Rin, la sua vita acquisterà il giusto equilibrio di cui aveva bisogno.

Usagi Drop (Bunny Drop) ormai non ha più nessun bisogno di presentazioni, ma voglio parlarne ugualmente per il semplice motivo di dire al mondo intero quanto mi sia piaciuto e quanto sia felice che la GP abbia deciso di pubblicarne il manga! *_*
È un anime che ha conquistato il mio cuore fin dalla prima puntata grazie alla tenerezza con cui vengono raccontate le vicende di Rin e Daikichi, vicende che non hanno niente di eccezionale o straordinario, ma che attraverso i loro occhi acquistano tutto un altro colore. Abbiamo i primi giorni di scuola, i primi raffreddori e la caduta dei primi dentini; tutte esperienze che viviamo attraverso il punto di vista di entrambi, scoprendo quello che significano sia per una bambina che per un genitore, e vediamo come queste esperienze li fanno crescere ed evolvere.
Al contrario di quanto si possa pensare non è un anime triste o pesante da seguire. Molti altri che trattano lo stesso tema fanno capitare mille tragedie alla povera orfanella abbandonata, qui invece la storia prosegue in modo tenero e divertente. Rin è di una dolcezza infinita ed è molto buffa quando scopre qualcosa di nuovo. Daikichi invece risulta subito comico nella sua goffaggine di genitore inesperto. Entrambi riescono a strappare un sorriso perfino nelle scene più serie e commoventi!

Come in Hanasaku Iroha, anche in Usagi Drop ci sono molte scene dedicate al cibo, soprattutto per quello consumato a colazione, ed è interessante scoprire che i giapponesi preferiscono iniziare la giornata con un pasto salato come gli onigiri, piuttosto che con qualcosa di dolce come una tazza di latte e cereali. Il cibo viene preparato quasi sempre da Rin, che è troppo carina mentre è alle prese con i suoi primi esperimenti culinari (anche se è carina praticamente sempre! XD), e il solo guardarla fa venire una gran voglia di correre in cucina a preparare la stessa cosa! *_*

Dal punto di vista grafico abbiamo disegni molto semplici e puliti, con dei colori delicati che si sposano benissimo con le atmosfere della storia. Eccezion fatta per i vestiti di Rin sempre pieni di piccoli dettagli, come fiorellini o semplici forme geometriche, che contribuiscono a renderla ancora più kawaii, ma fanno anche in modo che l’attenzione sia concentrata su di lei piuttosto che su quello che la circonda.

Il manga si è concluso da poco col nono volume e, come dicevo prima, presto arriverà anche in Italia grazie alla GP Publishing! Io l’ho desiderato fin da subito, perciò adesso non vedo l’ora di averlo nelle mie manine e poterlo leggere tutto d’un soffio! *_* Anche perché gli 11 episodi della serie animata coprono solo una minima parte della storia originale, che invece percorre la vita di Rin e Daikichi per molti altri anni. Nel manga, come si intuisce nell’immagine a sinistra, Rin diventa grande e io sono troppo curiosa di sapere cosa succederà quando Daikichi si troverà con una figlia adolescente! Rido al solo pensiero di quante ne combinerà con la sua goffaggine! XD

Sono convinta che Usagi Drop meriti tutto il successo ricevuto e spero tanto che Yumi Unita, la sua autrice, ci regali presto un’altra storia altrettanto valida.

curiosità: Oltre alla trasposizione animata, ne esiste anche una live action con Ken’ichi Matsuyama, famoso per aver interpretato L nella trasposizione live di Death Note.

martedì 4 ottobre 2011

Hanasaku Iroha

Hanasaku Iroha (I Colori della Fioritura), è un anime che racconta le avventure di Ohana, una ragazza di 16 anni che a causa dell’improvvisa fuga amorosa della madre si vede costretta a trasferirsi da Tokyo in un piccolo paesino di provincia, dove una nonna molto rigida e severa le dice che dovrà guadagnarsi vitto e alloggio  lavorando nella pensione termale di sua proprietà.  Dopo un primo momento di difficoltà, Ohana trova il modo di farsi accettare dagli altri dipendenti e di imparare il mestiere da cameriera, ma troverà anche qualcosa di molto più importante.

Questa è una serie di cui avrei tranquillamente ignorato l’esistenza se un gruppo di fansubber che seguo non avesse deciso di occuparsene. Ho iniziato a vederla a scatola chiusa perché catturata dai bellissimi colori e, piano piano, senza nemmeno accorgermene, ho finito per farmi catturare anche da tutto il resto. I primi episodi, a dir la verità, mi avevano lasciato un po’ perplessa perché non riuscivo a capire che tipo di anime fosse, ma dopo averlo inquadrato per bene è stato amore! *-* È uno slice of life simile ad Honey and Clover, dove i protagonisti vanno alla ricerca di sé stessi e della strada da percorrere nella vita, con la differenza che Honey and Clover ha uno svolgimento lento e malinconico, mentre Hanasaku Iroha è allegro e frizzante, soprattutto per merito della protagonista dal carattere vivace e dei personaggi secondari che sono dei pazzi isterici totalmente imprevedibili! XD Se Honey and Clover commuove, Hanasaku Iroha fa ridere di cuore, ma nello stesso tempo, come tutti gli slice of life che trattano il tema del passaggio dall’adolescenza alla vita adulta, non manca di far riflettere.
Io l’ho adorato non solo perché mi piacciono gli anime in cui si affronta questo tema, ma anche perché attraverso la storia dei personaggi viene raccontata quella della pensione, un luogo dove si rispettano le vecchie tradizioni giapponesi e in cui il tempo sembra essersi fermato. Fa venire voglia di partire subito per una vacanza in totale relax! *-* Ma fa venire anche TANTA fame! Molte scene, infatti, riguardano il cibo servito ai clienti. L’immagine che segue ne è un esempio:

Se avete deciso di scappare nel ristorante giapponese più vicino invece di continuare a leggere il post vi capirò! XD Sappiate soltanto che quest’anime merita davvero di essere preso in considerazione perché ce n’è per tutti i gusti. Sono 26 episodi di puro divertimento, romanticismo, cibo invitante, ambientazioni affascinanti, riflessioni ed emozioni! Ci sono addirittura scene hot perfette per i maschietti, ma di nessun disturbo per le femminucce perché parte della normale quotidianità. Il tutto accompagnato da una bellissima colonna sonora, splendide animazioni e un finale “chiuso”, di questi tempi un vero lusso, che personalmente ho trovato davvero appropriato. Una serie soddisfacente da qualsiasi punto di vista che non posso fare a meno di consigliare, soprattutto agli amanti del genere slice of life, ma che, come dicevo prima, può essere perfetta anche per tutti gli altri appassionati di anime.

Bonborimasu!!

curiosità: Hanasaku Iroha è stato realizzato dallo studio P.A. Works per festeggiare i suoi 10 anni di attività nel mondo dell’animazione. In seguito ne sono stati tratti due manga, rispettivamente uno shounen con protagonista Ohana e uno shoujo con protagonista Minko, la sua scorbutica compagna di stanza all’inseguimento del sogno di diventare una cuoca. Sia l’anime che i manga sono ancora inediti in Italia.